home page

Occhi di Gatto DVD Collection

 

Sheila si fa la doccia mostrando il fondoschiena. È una delle immagini censurate...

insieme alla scena che mostra le mutandine di Alice...

all'immagine di Kelly che si fa sbottonare l'abito da Matthew...

a questo abbondante décolleté, e a molte altre!

Altre censure riguardano le scritte giapponesi, come questa che indica la "toilette"...

... o le scene che mostrano sangue o violenza

Per finire, una delle immagini della sigla della seconda serie, tagliata perché troppo sensuale per il pubblico italiano

 

A caccia di censure, e di curiosità


Svelati tutti i segreti di Occhi di gatto: le differenze tra il manga e il cartoon, e tra la prima e la seconda serie, i tagli, gli aspetti più insoliti...

Ad Alessandra Alesi, ideatrice e webmaster di www.occhidigatto.it, abbiamo chiesto di raccontarci molto di quello che sa sull’amatissimo anime Occhi di gatto. È così che abbiamo scoperto non poche curiosità…

Che differenze ci sono fra il manga e il cartoon?
Tantissime! Innanzitutto il manga ha la conclusione che al cartoon manca, perché c’era stata l’idea di una terza serie mai realizzata, cosa che ha lasciato noi fan di Occhi di Gatto a bocca asciutta…
Anche la trama a un certo punto del manga diventa più interessante e meno schematica che nel cartone, mentre all’inizio c’è un quasi perfetto parallelismo tra gli episodi del cartoon e quelli del fumetto.
Nella versione cartacea, infine, ci sono alcuni personaggi più o meno importanti che nell’anime non esistono: altri colleghi di Matthew, un ladro chiamato “topo”, il perfido Cranaff…

Dell’anime di Occhi di gatto esistono due serie per la tv, la prima diretta da Yoshio Takeuchi, la seconda da Kenji Kodama. Potresti sintetizzarne le principali differenze?
Da un punto di vista grafico anche un occhio poco esperto noterà immediatamente il differente “character design” delle due stagioni di Occhi di gatto: i personaggi della prima serie sono abbastanza fedeli al tratto del manga, con visi arrotondati e occhi grandi, ma non troppo; nella seconda invece notiamo fin da subito visi più ovali e magri e occhi grandi e allungati soprattutto ai lati.
Ma c’è anche una modernizzazione più generale, evidente nel “Cat’s eye Cafè” e negli abiti delle gatte, che hanno eliminato le maniche lunghe per indossare tutine ancora più aderenti, scollate e dalle bretelline sottili, che mettono in evidenza un fisico molto più maturo, palestrato e prosperoso rispetto a quello della prima stagione.
Dal punto di vista della trama, invece, è evidente che mentre la prima serie richiama fedelmente gli episodi del manga, la seconda se ne discosta notevolmente, eccetto in alcuni episodi: per esempio il censuratissimo episodio 7 “Casa dolce casa”, che richiama lontanamente quello del manga in cui Matthew si trasferisce a casa delle tre sorelle.
Se posso esprimere un giudizio personale, devo ammettere che preferisco i disegni della prima serie: rispetto a quelli della seconda, i personaggi sembrano tutti più genuini. Al contrario, dal punto di vista delle avventure la seconda serie è davvero molto divertente!

Quali tematiche specifiche secondo te rendono Occhi di Gatto una serie speciale?
Credo abbia avuto tanto successo perché, pur nascendo come serie dedicata maggiormente alle ragazze (anche se tanti maschietti ne sono rimasti affascinati per varie ragioni!), si differenziava dalle quelle che mettevano in scena maghette o orfanelle stile Candy Candy: ha qualcosa in più, qualcosa di originale. Alcuni considerano Occhi di gatto la versione femminile di Lupin III, mentre io credo sia ben di più che una copia: il personaggio femminile che fa cose “da uomini” (a riprova il fatto che all’inizio la polizia è convinta che la banda Occhi di Gatto sia composta da uomini!) pur mantenendo un aspetto e un carattere altamente femminili è un particolare decisamente interessante (un altro felice esempio è quello di Lady Oscar). E poi la serie racchiude tantissimi temi - l’amore, il rapporto tra familiari, l’umorismo, la doppia vita… -, ognuno dei quali colpisce più o meno intensamente lo spettatore.

Oltre ai suoi tratti originali, però, Occhi di Gatto trae sicuramente ispirazione da fumetti o anime precedenti...
Come ispirazione assoluta penso a Catwoman (l’antagonista femminile di Batman, N.d.R.). Un’ispirazione dal mondo dei manga potrebbe venire dal già citato Lupin, e in generale dal filone di figli alla ricerca di un genitore: perché, ricordiamolo, il vero obiettivo delle gatte è proprio quello di ritrovare il papà, di cui da tempo non hanno notizie: sperano infatti che incuriosito da una banda che ruba solo le sue opere, l’artista Michael Heintz si metta in contatto con loro!

L’opera DeAgostini presenta tutti gli episodi tv senza censure. Una vera novità visto la censura italiana ha usato la mano pesante sul cartone animato! Cosa ci dici al proposito?

Dico che nella versione tv di Occhi di Gatto di tagli e censure ce ne sono davvero tantissimi. Per cominciare, esiste un episodio, “L’indovino”, che fu trasmesso soltanto alla prima messa in onda del cartone animato.
La maggior parte dei tagli riguarda poi scene ritenute troppo spinte per essere mostrate: sono state tagliate quelle in cui le ragazze fanno la doccia o sono in biancheria intima, i primi piani delle loro parti più femminili, e persino le immagini della sigla della seconda serie (che mostrava una sensualissima Sheila) sono state sostituite dai soliti fotogrammi dei vari episodi.
Altre censure sono legate alle scene violente, per esempio quando Sheila finge di uccidere con un mitra le sue sorelle, o ai tagli fatti a scritte giapponesi, come il cartello “toilette” nel nono episodio.
Credo che qualsiasi censura su un anime sia stupida e frutto di ignoranza verso una cultura diversa: di base non si considera che spesso in Giappone gli anime sono destinati a un pubblico di adolescenti più che di bambini, come accade invece in Italia, per cui qualche elemento un po’ più adulto - che spesso però si limita a una doccia! - è normale da vedere...

Cosa pensi dell’opera De Agostini? È il momento giusto per ridare lustro a Occhi di Gatto?
Assolutamente sì, è davvero una bellissima iniziativa, che permetterà agli appassionati di rivivere al massimo questa grande serie, senza tagli e con il grande supporto dei fascicoli! Sarà anche un ottimo modo per farla conoscere a chi non ha avuto questa fortuna!

Alessandro Diegoli


piano della tua opera vai alla community
Magazine
Il vero padre di Occhi di gatto
Dagli esordi al successo, 25 anni di carriera di Tsukasa Hojo
A caccia di censure, e di curiosità
Svelati tutti i segreti di Occhi di gatto: le differenze tra il manga e il cartoon, e tra la prima e la seconda serie, i tagli, gli aspetti più insoliti...
Stregata da tre ladre
Intervista ad Alessandra Alesi, ideatrice e webmaster del sito www.occhidigatto.it