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Una foto d'epoca di una vecchia classe

Piccoli studenti delle elementari

Una bambina spiega alla nonna come usare il portatile

Carlo Infante, esperto di formazione multimediale

Una classe elementare impegnata nell'uso del computer

 

In classe si studia con il DVD


Intervista a più voci sulla multimedialità nella scuola

Abbiamo deciso di mettere a confronto le opinioni di tre insegnanti sull’uso dei nuovi media - computer, internet e DVD - nelle classi italiane oggi.
Oltre ai libri e alla tradizionale lezione "dalla cattedra", alcuni insegnanti impiegano le tecnologie più conosciute dai loro studenti. Quali sono i vantaggi? E come cambia il ruolo dell’insegnante e dello studente nella scuola multimediale?

Silvia Prati, insegnante d’Italiano all’ITIS (Istituto tecnico industriale statale) “G. Marconi” di Domodossola, ritiene che le nuove tecnologie siano degli utili assistenti del docente durante la sua esposizione in classe, ma nulla di più: "Tutto ciò che è tecnologico attira molto gli studenti, soprattutto se possono interagire utilizzando un computer o un DVD (seguire un percorso tipo ipertesto, rispondere a domande, fare esercizi...).
In particolare modo, il DVD, sia film o documentario, piace molto ai ragazzi e la loro attenzione, almeno all'inizio, è più alta per la curiosità. E' sicuramente utile impiegare il multimedia insieme alle normali lezioni frontali. Utilizzo spesso questi metodi più come riassunto finale che come introduzione ad un argomento: dopo aver spiegato e fatto esempi, proietto grafici e schemi riassuntivi che gli studenti possono utilizzare per il ripasso".

Invece secondo Alberto Pian, insegnate d’Italiano all’IPS (Istituto professionale statale) “G. Viliardi Paravia” di Torino, è fondamentale alternare forbici, colla e computer, lavorando sia sui libri che in internet: "Gli allievi sono il punto di partenza della didattica e l’insegnante deve poter valutare sempre le loro conoscenze accompagnandoli nell’arco di tutto il processo di apprendimento, impostando le attività didattiche e seguendone lo svolgimento.

L’insegnante è il regista della didattica ed interviene con spiegazioni e approfondimenti, ma le lezioni sono un prodotto della classe. A turno uno o due alunni presentano un tema del programma supportati dalla proiezione di immagini sulla lavagna luminosa. Elaborano degli appunti e degli schemi che distribuiscono ai compagni in formato “figurina” in modo che siano facili da incollare sui quaderni e da mettere insieme ai propri appunti.

Un allievo assume il ruolo di "segretario": scrive al computer le sintesi delle discussioni e delle analisi che avvengono in classe. In pratica si occupa degli appunti “elettronici” della lezione che sono confrontati con quelli degli altri ragazzi. L’impiego in classe di strumenti informatici ci permette di mettere il video delle lezioni, le slide degli appunti, gli schemi e ogni tipo di materiale su internet.

Il mio intento è quello di costruire in classe un ambiente di apprendimento cooperativo. Al contrario di ciò che avviene con l’insegnamento tradizionale, fatto di spiegazione e interrogazione, gli studenti, diretti dall’insegnante, imparano ad elaborare spiegazioni complete sui diversi argomenti del programma scolastico. Espongono la loro lezione grazie all’impiego delle nuove tecnologie".

Infine Carlo Infante, noto esperto di teatro e nuovi media e collaboratore delle Università di Siena e di Urbino, ritiene che il sistema educativo possa, attraverso la multimedialità, collegare le due diverse forme di apprendimento, quella sensoriale e quella alfabetica: " Introdurre un approccio educativo multimediale nella scuola significa concepire la comunicazione, non solo come scambio d’informazioni, ma come mezzo per la creazione di ambienti in cui si condividono esperienze.
L’insegnante non detiene più conoscenze esclusive, ma agisce come un coach, un allenatore che organizza l’azione didattica della squadra, ossia della classe. L’uso dei nuovi media, come computer internet e DVD, in classe porterà ad un tipo di apprendimento diverso da quello monomediale dell’alfabeto.
Una tra le mie esperienze che giudico esemplificativa della possibile interazione tra internet, scuola e teatro, è quella di Teatr’on. Il diario di bordo on line della Biennale Teatro di Venezia 1999 realizzato con i ragazzi delle scuole veneziane e attivo su www.teatron.org/diario. Un tentativo di far tradurre ai ragazzi ciò che vedevano a teatro in una scrittura condivisibile con gli altri nella rete".

Serena Vinattieri


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