L’evento musicale che nella memoria collettiva degli appassionati
rock è rimasto
come “la piccola Woostock italiana”, momento culminante
del pop progressivo di casa nostra, fu il mega raduno che si
svolse a Roma, nella splendida villa Pamphili, tra il 25 ed il 27 maggio
del 1972.
Le cronache dell’epoca raccontano di una caldissima primavera
e di un’atmosfera elettrizzante, vissuta da oltre centomila
persone che, pagando un biglietto di trecento lire, ascoltarono
il meglio del progressive italiano per tre giorni, dalle 16 alle 24.
L’idea di organizzare un evento specifico per la musica giovanile era
nata già negli anni precedenti: il 10 e l’11 ottobre del
1970, sempre a Roma, si era svolta una prima rassegna pop presso le Terme
di Caracalla; i mezzi erano ancora limitati, non c’era nessun
discografico, i giornalisti erano pochi e d’avanguardia. La voglia
di sperimentare era però davvero tanta: una troupe cinematografica
riprese la due giorni musicale e nacque il film “Terzo Canale-Avventura
a Montecarlo”, interpretato dai Trip, primo e unico
filmato dedicato al pop italiano. Tra gli altri musicisti presenti alla
kermesse: New Trolls, Primitives, Sopworth, Camel, Four Kents e persino iPooh.
La rassegna ebbe un discreto successo e si decise di replicare il 6
e 7 maggio dell’anno successivo: questa volta il palco era di trenta
metri ed ospitò Le Esperienze, i Fiori Di Campo, i Panna Fredda,
Il Ritratto di Dorian Gray, Il Punto, i Free Love e gli Osanna, che
impressionarono molto sia per la musica che per il look da indiani metropolitani.
Si giunse così ad organizzare il mega raduno di villa Pamphili.
Sotto l’insegna di pace e natura si esibirono, presentati
da Eddie Ponti, oltre cinquanta tra gruppi e solisti; furono
organizzati collegamenti in diretta con la trasmissione radiofonica “Per
voi giovani”e ben ventisei testate, tra quotidiani e periodici,
documentarono tutto quello che accadde, scegliendo come simbolo di quei
giorni il carro armato “floreale” dei Trip, che stazionava
nel prato.
Una moltitudine assolutamente eterogenea di appassionati prese letteralmente
possesso della villa romana: le comunità hippies, attrezzate di
tende e sacchi a pelo; i fan più esigenti e preparati, che vissero
fisicamente le note seduti davanti al palco; i tanti romani, incuriositi
da un evento che non aveva precedenti.
La scaletta comprendeva i migliori gruppi del momento: Banco del
Mutuo Soccorso, Trip, Osanna, New Trolls, Stormy Six, Semiramis (con
un giovanissimo Michele Zarrillo) Paese dei Balocchi, Forum Livii,
Alluminogeni, Capitolo 6 (per il cui lp quell’anno collaborò Francesco
De Gregori), Era D’Acquario, Latte e Miele, Garybaldi, Fholks,
Claudio Rocchi, Osage Tribe, Procession, Quella Vecchia Locanda, Capsicum
Red, Ritratto di Dorian Gray, Raccomandata con Ricevuta di Ritorno ed
importanti ospiti internazionali come Van Der Graaf Generator, Hawkwind e gli Hookfoot di Caleb
Quaye, futuro pastore evangelico e primo chitarrista di Elton
John.
Oggi molti gruppi sono scomparsi, vissuti il breve arco di una stagione
discografica, altri sono ancora dei big assoluti, ma tra i fans rimane
intero il ricordo dei tre giorni più intensi del progressive italiano.
Francesca Cappabianca