Il grande attore Robert De Niro ha dato vita, nel corso della sua incredibile carriera cinematografica, ad una serie interminabile di straordinari ritratti umani. Il suo è un talento naturale che, unito all’adozione del celebre metodo di recitazione-immedesimazione Stanislavskij- Strasberg, appreso da giovane all’Actor Studio di New York, gli ha consentito di creare, facendolo sembrare facilissimo, personaggi assolutamente fuori dal comune, che lo hanno reso una leggenda vivente.
Newyorkese purosangue, nasce nel 1943 al Greenwich Village di Manhattan: la sua è una realtà familiare ben diversa dall’iconografia tradizionale degli italo-americani poveri, con famiglie numerosissime: i genitori -Robert De Niro Sr., italiano solo per parte di padre, e Virginia Admiral, irlandese- sono entrambi pittori, e Robert Jr. cresce in un clima culturale molto vivace, sicuramente determinante per le future scelte artistiche.
La sua è una carriera caratterizzata da ruoli spesso estremi, a cui fa da contraltare una vita privata ultra-riservata: raramente concede interviste (per le quali fornisce prima un elenco degli argomenti assolutamente da non trattare, tra cui la politica, la religione, la famiglia, il suo interesse per i vini pregiati e così via…) e si sa poco del suo vero carattere, che sembra sia un misto di timidezza e scontrosità. L’uomo De Niro è perciò un puzzle da ricostruire.
Cinque figli, tre amori ufficiali ed innumerevoli flirt (veri o presunti): nel 1976 sposa l’attrice e cantante Diahnne Abbot, conosciuta sul set di “Taxi driver” (era la ragazza che rifiutava le sue avance nel cinema a luci rosse) e ne adotta la figlia Drena, oggi attrice come il fratello Raphael, nato dal matrimonio. La coppia si divide nel 1988 e nel ’95 De Niro diventa padre dei gemelli Aaron Kendrick e Julian Henry, avuti dalla nuova compagna Toukie Smith attraverso la fecondazione assistita.
Due anni dopo sposa l’assistente di volo Grace Hightower e nel 1998 nasce il suo ultimo figlio, Elliot. Si separano nel 1999 ed iniziano una battaglia giudiziaria per l’affidamento del bambino, ma nel 2004 improvvisamente decidono di risposarsi, alla presenza di tutti i figli di lui e di tanti amici famosi come Martin Scorsese, Meryl Strepp e Harvey Keitel. Rinnovano i voti durante una cerimonia blindatissima nella tenuta di Catskill, di proprietà dell'attore, non lontana da New York, festeggiando poi nel raffinatissimo ristorante giapponese Nobu a Manhattan, sempre di De Niro.
La cucina è l’altra sua grande passione: possiede, sparsi per gli USA ed in società con altre celebrità, innumerevoli ristoranti molto rinomati, tra tutti il Tribeca Grill, sempre a Manhattan, carissimo, elegante e modaiolo. Appesi alle pareti, si possono ammirare i quadri di suo padre, Robert De Niro Sr.
Tra le sue amicizie note c’è il formidabile sodalizio artistico ed umano con Martin Scorsese: entrambi originari del Village, abitavano in isolati diversi. Quando si conobbero, nel 1972 durante un party, si resero conto di essersi visti tantissime volte ma mai parlati. Scorsese ha recentemente dichiarato: “Il nostro rapporto è come un matrimonio professionale, ed i film sono i figli…” Il loro “matrimonio” sta per essere raccontato in un’autobiografia a quattro mani.
De Niro fa comunque amicizia in un modo tutto suo: per interpretare al meglio il sodalizio fraterno tra i due personaggi principali di “Toro scatenato”, si è trasferito per un po’ di tempo (perchè stupirsi?) a casa dell’altro interprete, Joe Pesci, e da allora sono diventati realmente molto amici.
Politicamente, fa parte di quella vasta schiera di celebrità, come il suo amico Sean Penn, che sostengono il partito Democratico (nonostante qualcuno, negli USA, lo ritenga un conservatore): nel 1998 appoggia pubblicamente Clinton durante lo scandalo Lewinsky, nel 2000 sostiene la campagna elettorale presidenziale del candidato democratico Al Gore, e nel 2004 quella di John Kerry.
Per quanto riguarda infine il suo rapporto con le origini italiane, si susseguono alti e bassi: nel 2004 la National Italian American Foundation (NIAF) si è opposta con forza all’eventualità (a quanto pare definitivamente sfumata) che gli venisse conferita la cittadinanza italiana, poiché lo considera responsabile di aver danneggiato significativamente l’immagine degli italiani ed italo-americani nel mondo, attraverso le sue interpretazioni di mafioso e gangster (!). Un altro pasticcio è stato il mancato ritiro dell’Ambrogino d’oro sempre nel 2004, con il sindaco Albertini infuriato.
Nonostante queste incomprensioni, De Niro ha dichiarato più volte di amare il nostro paese ed essere fiero delle sue origini molisane, e sicuramente in Italia ha tantissimi estimatori, innamorati di un uomo che è necessariamente distaccato per proteggere la sua privacy, ma comunque resta uno dei più grandi attori di sempre.
Francesca Cappabianca