I Teletubbies nascono dalla convinzione che i bambini guardano
la televisione in modo differente rispetto agli adulti.
La realizzazione di questo fortunato programma, andato in onda sulla
BBC per la prima volta il 31 marzo 1997, ha richiesto un’analisi
molto accurata sul comportamento dei bambini fino ai tre anni di età.
La casa di produzione Ragdoll ha intervistato insegnanti delle scuole
materne, linguisti e bambini e ha condotto numerosi focus group via via
che veniva realizzata una nuova puntata dei Teletubbies. Per questo motivo,
gli autori e produttori televisivi di grande esperienza Anne
Wood e Andrew
Davenport sono considerati la mamma e il papà dei Teletubbies.
Anne Wood è a capo della Ragdoll Productions e Andy Davenport è uno
scrittore ed esperto terapista del linguaggio: insieme hanno creato i
Teletubbies. Davenport racconta che i piccoli ometti tozzi e colorati
sono nati dalla fusione delle sue precedenti esperienze con quelle di
Anne Wood. "Avevo lavorato qualche volta alla Ragdoll quando Anne
mi disse di essere aperta a nuove idee e parlammo della realizzazione
di un programma per bambini in età pre scolastica. Così le
presentai l’idea di un format, di cui non ricordo molto i dettagli,
ma i cui due protagonisti erano degli astronauti della NASA. Avevo in
mente di realizzare due personaggi vestiti con tute colorate
che andassero ad esplorare il mondo scoprendo nuove cose: si sarebbero presentati ai
bambini ogni giorno con un oggetto diverso, ma un oggetto normale quasi
banale, come ad esempio una lampada o un aspirapolvere, e avrebbero usato
il loro senso di deduzione per capire cosa fossero questi oggetti. Anne
rimase affascinata dall’idea dei due astronauti..."
Sulla base dell’analisi condotta dalla Ragdoll, i Teletubbies
forniscono alla nuova generazione di telespettatori, i più giovani
e i più impressionabili, l’opportunità di sentirsi
al sicuro e di divertirsi con i piccoli avvenimenti di tutti i giorni.
Ma in quale modo?
Prima di tutto attraverso l’uso di battute comiche: quando un
bambino ride guardando la storia dei Teletubbies è perché capisce
il senso di quello che sta accadendo. Inoltre, il linguaggio dei quattro
piccoli ometti colorati è basato sulle prime parole dei bambini
tra i 12 e i 18 mesi d’età: per esempio per dire "hello" i
Teletubbies dicono "eh-oh" e i telespettatori li trattano come
dei fratelli più piccoli, correggendo le loro parole o dicendo
loro cosa fare. Ogni volta che appare "Voice Trumpets", poi,
i Teletubbies si fermano e ascoltano una storia, una poesia o i diversi
suoni emessi dalla trombetta invitando i bambini all’ascolto.
Che altro? In Teletubbyland, le cose accadono sempre due volte, dando
al bambino il tempo di scoprire e anticipare cosa accadrà subito
dopo. I bambini si sentono coinvolti dai programmi dove vedono loro coetanei
che vivono, insieme a loro, una varietà di esperienze e situazioni.
Le storie sono strutturate in modo che il bambino possa precedere
sempre di un passo i Teletubbies che lo incoraggiano e lo aiutano a sviluppare
la stima in se stesso. Così l’uso di ripetizioni, di grandi
movimenti e di colori luminosi ha l’intento di nutrire l’immaginazione
e di far emergere le capacità di previsione e visualizzazione
dei più piccoli.
Ultimo aspetto fondamentale della serie è l’affetto reciproco:
i Teletubbies si vogliono molto bene e più di ogni altra cosa
adorano i grandi abbracci. Amano la vita all’aria aperta, danzare,
saltare, sdraiarsi e rotolarsi per terra. Ma anche se si divertono tutti
insieme, ognuno di loro ha una forte e differente identità individuale:
sempre in gruppo, ma con interessi diversi che ci possono anche separare
da questo.
L’intento di Anne Wood e Andy Davenport, soprannominati i genitori
dei Teletubbies, è stato quello di assicurarsi che i bambini apprendano
qualcosa in più sulla vita e i suoi aspetti più comuni
e naturali.
Serena Vinattieri