Il 18 novembre del 1928 al cinema Colony Theater di New York successe qualcosa che avrebbe sconvolto per sempre il mondo dell’animazione e, in un secondo tempo, del fumetto. Come spesso accadeva i film erano accostati a cortometraggi di vario genere.
Il 18 novembre in programma c’era il film di guerra “Gang war”, subito seguito da un piccolo cortometraggio intitolato “Steamboat Willie”. All’uscita del cinema il pubblico aveva solo un argomento di discussione, il piccolo topo protagonista del corto firmato da Walt Disney. In quel periodo il cinema sonoro era proprio agli inizi e con una perfetta miscela di musiche e disegni, Steamboat Willie si fece largo conquistando una vastissima fetta di pubblico statunitense. In realtà la storia del topo più famoso del mondo iniziò qualche anno prima con i primi tentativi di Walt Disney e del suo collega Ub Iwerks di creare un personaggio animato che incontrasse i favori del pubblico.
Dai due nacque “Oswald the lucky rabbit”, un piccolo coniglio al quale nel ’28 furono accorciate le orecchie, allungata la coda e modificato leggermente il viso, da questa genesi nacque il Topolino che ancora oggi conosciamo. La leggenda narra che il topo più famoso del mondo venne ideato dalla mente di Walt Disney il 28 marzo del 1928 su un treno di ritorno da Hollywood, durante il viaggio Disney vide un topo scarrozzare per lo scompartimento e fu folgorato dall’idea di creare un personaggio cartaceo antropomorfo che riproducesse le caratteristiche di quel topino. Il primo nome che W.D. aveva ideato per il suo nuovo personaggio era Mortimer Mouse, ma la moglie di Disney fece notare al genio del fumetto che quel nome sarebbe stato un po’ troppo sdolcinato e da signorino. Gli suggerì un più popolare e vivace “Mickey”.
Topolino divenne subito famosissimo e due anni più tardinel 1930, dopo sedici cortometraggi, iniziò ad essere pubblicata la prima striscia a fumetti dedicata al personaggio creato da Walt Disney.
In breve in tutti gli Stati Uniti sorsero fan club di Mickey Mouse: nel ’32 contavano già più di un milione di iscritti. Il 28 novembre del 1928 era nata una stella destinata a diventare una vera icona della cultura pop del ventesimo secolo.
Le prime strisce a fumetti raccontavano un Topolino diverso da quello che conosciamo noi oggi, differente nel look, che è cambiato parecchie volte nel corso degli anni, ma soprattutto differente nella personalità. Topolino agli inizi era più scanzonato, ingenuo e pronto a tuffarsi in qualsiasi avventura spericolata.Molti videro in questo personaggio un possibile successore del Charlot di Charlie Chaplin. Topolino con il passare del tempo ha assunto toni diversi, è diventato più meditativo, intelligente e capace di risolvere con la logica e la furbizia qualsiasi situazione avversa. Ha guadagnato una maturità notevole pur rimanendo un personaggio estremamente vivace dotato di uno spirito nobile e sempre pronto a battersi contro qualsiasi ingiustizia.
L’artefice principale di questi cambiamenti fu il cartoonist Floyd Gottfredson che iniziò ad inserire Topolino in un contesto sociale più costruito e lo indirizzò al “lavoro” di detective, mestiere che agli inizi si trovò a svolgere con Paperino nella storia “Topolino e il mistero dei cappotti”e con Orazio nell’episodio “Topolino e i due ladri”. La svolta definitivaGottfredson la diede affiancando a Topolino un nuovo aiutante “Goofy”, in Italia conosciuto come Pippo.
I due intrepidi personaggi si trovarono ad indagare insieme nell’episodio dal titolo esplicativo “Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante”. Si può dire che questa storia abbia rappresentato nella vita di Topolino una svolta decisiva e definitiva, sia professionalmente che umanamente, infatti, da questo momento coltiverà per sempre la passione per le indagini e l’amicizia con Pippo.
L’universo del piccolo grande topo è popolato da decine di personaggi.
Non si possono dimenticare due comprimari che appaiono con Topolino in “Steamboat Willie”: l’eterna fidanzata Minnie e l’acerrimo nemico Pietro Gambadilegno, entrambi destinati a restare due punti fermi nell’universo di Topolinia.
La grande famiglia di Topolino si allarga e nel 1930 viene affiancato a Mickey Mouse il migliore amico dell’uomo, o in questo caso del topo, arriva l’affettuoso cane Pluto. Passano solo due anni e nel 1932 sopraggiungono due nipotini, Tip e Tap, che fanno la loro prima apparizione nel fumetto “Mickey’s Nephews”, anche questo disegnato dal vulcanico Floyd Gottfredson.
I due nipoti assomigliano molto allo zio: sono vivaci, intelligenti e mettono in seria difficoltà Topolino con la loro irrequietezza.
Oltre al già citato Pietro Gambadilegno un altro criminale imperversa a Topolinia dando filo da torcere a Topolino:Macchia Nera. Èun personaggio losco che si aggira di notte per le strade di Topolinia nascosto da un lenzuolo nero che lascia scoperti soltanto gli occhi. Un genio del crimine che dopo aver commesso i colpi, lascia in segno di sfida un biglietto da visita firmato con una macchia d’inchiostro nero. Questo personaggio entra nella vita di Topolino nel 1939 con la storia “Topolino e il mistero di Macchia Nera”. Sotto il lenzuolo che cela l’identità del criminale in realtà si nasconde un volto curiosamente ispirato a quello di Walt Disney.
Topolino ha segnato un’epoca facendo innamorare molte generazioni, ha conquistato il mondo con capolavori universalmente riconosciuti come il film d’animazione Fantasia (Premio Oscar nel 1940) e si è avventurato in ogni parte del globo dalla Cina alla Svezia, dall’Ungheria all’Egitto.
L’Italia è stato il primo paese dove Topolino conquistò una rivista tutta sua. Era il 1932 quando Giuseppe Nerbini, edicolante ed editore fiorentino, decise di pubblicare fumetti disegnati e creati in Italia che avevano come protagonista Mickey Mouse.
Inizialmente vennero pubblicate 30.000 copie del primo numero di Topolino, in breve si arrivò a quota 300.000 e Topolino divenne una realtà che tutt’oggi non ha smesso di incantare grandi e piccini.
Disma Dylan Pestalozza