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Intervista a Giacomo Valenti


Parola a Giacomo Valenti il famoso conduttore tv della trasmissione Monster Jam

Insieme con l’inseparabile Christian Recalcati, Giacomo Valenti conduce "Monster Jam", la famosa trasmissione di Italia Uno che ha fatto conoscere al pubblico nostrano il mondo dei monster truck. Giacomo Valenti non è solo una famosa voce radiofonica, ma un uomo di spettacolo a tutto tondo e grazie al suo entusiasmo contagioso ha contribuito al successo inarrestabile delle “macchinone” fra gli appassionati di tutta Italia. La coppia Valenti-Recalcati è anche il megafono ufficiale di Wrestling Smackdown, in onda sempre su Italia 1.

Come hai scoperto Monster Jam? Per lavoro, perché hai cominciato a commentare le gare, o era già una tua passione personale?

L’ho scoperto per lavoro. L’avevo visto una volta in un filmato in Australia, in una televisione in albergo: mandavano in onda questi macchinoni... mi divertirono tantissimo... solo dopo ho avuto la fortuna di commentare le gare!

Monster Jam ha avuto successo in Italia?

Nel “live” ha avuto molto successo e sta andando bene anche la trasmissione! Anche perché il linguaggio che usiamo, molto simile a quello del wrestling, rende i personaggi piuttosto familiari...

C’è corrispondenza fra il pubblico del wrestling e quello di Monster Jam?

Secondo me sì. Innanzitutto c’è corrispondenza sul modo di trattare il wrestling e il Monster Jam, cosa che rende i piloti, che in America sono dei miti, molto familiari anche al nostro pubblico. E poi ci sono esempi come Chad Fortune, un guidatore di Mostri, che in realtà è anche un wrestler!

Com’è vissuto negli Stati Uniti il fenomeno Monster Jam?

Beh, basta vedere gli stadi: sono tutti pieni! Sono capaci di riempire le arene di New Orleans o Las Vegas... Stadi sempre esauriti. Sono “esauriti” anche gli Americani, però, eheh!

Ha qualche somiglianza con il rodeo, secondo te?

Con il rodeo... bella similitudine... in realtà fa venire in mente un po’ di più il football americano. Se uno ha visto partite di football dal vivo si rende conto di quanto sia dispersiva... è un “happening”: vanno a vederle le famiglie intere, alla fine fra gadget, hot-dog, bandierine e balletti, di partita se ne vede poca. Ecco, anche le gare delle “macchinone” appartengono a questa filosofia: loro si esaltano per questo tipo di spettacolo e noi ci divertiamo a prendeli in giro!

Sei diventato tifoso di qualche personaggio?

Proprio tifoso direi di no... però ci sono due piloti che mi piacciono. Uno è il Toro Loco, grande sangue latino, estetica aggressiva con il rosso che predomina e le corna in testa. E l’altra è Madusa Miceli, che oltre ad essere di origine italiana è anche una bella fanciulla: è diventata la nostra beniamina!

Hai conosciuto qualche star personalmente?

No, personalmente purtropppo no... anche perché quando sono venuti ero in tournée con un musical. Però so che sono persone normalissime, addirittura squisite. Nel backstage avvicinano i fans senza problemi, firmano autografi e intrattengono il pubblico.

Durnte la stagione televisiva di Monster Jam, hai assistito a qualche siparietto divertente o hai aneddoti da raccontare?

Mi ha divertito una puntata che abbiamo registrato, quella della gara di Jacksonville in Florida, dove piove tantissimo ed è pieno di fango. Le macchine sono compleatamente bianche, ricoperte interamente di fango! E poi un’altra volta, in un freestyle, c’era da saltare una roulotte e noi ci immaginavamo che all’interno della roulotte ci fosse una famiglia di villeggianti italiani (quelle da film con il padre in canotta e pantaloncini, con l’abbronzatura bicolore) che doveva darsela a gambe!

L’anno prossimo si replica, su Italia1...

Monster Jam è una trasmissione in continua crescita, da otto puntate siamo passati a dodici e poi con l’arrivo dei Mostri al Forum di Assago di sicuro ci sarà ancora più interesse!

In Italia si praticano le gare di “macchinone”?

Non ne ho davvero idea! Anzi se c’è una macchinona in circolazione la prendo, visto che sono altro tre metri e mezzo... finalmente riuscirei a stare comodo!

Alessandro Diegoli


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