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Uno sguardo alla tecnica


Tutte le caratteristiche tecniche viste da vicino

Si tratta di una tipologia di modelli che riscuote molto successo tra gli appassionati, che ne apprezzano le doti di agilità, potenza e robustezza. Il modello è molto moderno, con soluzioni tecniche aggiornate e al passo con le più recenti realizzazioni.

Pur trattandosi di un modello esclusivo (ad esempio, le due carrozzerie Grave Digger e El Toro Loco sono realizzate appositamente per la collezione DeAgostini), la parte meccanica si basa essenzialmente su quella di uno dei più apprezzati Monster radiocomandati, il Warhead della Duratrax, una ditta statunitense molto nota nel settore automodellismo. Nessun problema, quindi, per la disponibilità di eventuali pezzi di ricambio e optional.

Prima di passare a una breve descrizione delle singole sezioni del modello, diamo una sguardo alle caratteristiche di base. Il motore che spingerà il Monster è un Supertigre da 4,4 cc. La trazione è integrale (cioè su tutte e quattro le ruote), con tre differenziali, doppio freno a disco e cambio a due velocità più retromarcia. Il radiocomando dispone di tre canali distinti grazie ai quali potrai controllare lo sterzo, il gas/freno e l’inserimento della retromarcia. Le dimensioni sono davvero imponenti: 56,8 cm di lunghezza e 44,5 di larghezza.

Avantreno

Le due ruote anteriori sono collegate a un robusto servocomando con ingranaggi di metallo che assicura prontezza di risposta e grande affidabilità. Le grandi ruote sono munite di un battistrada profondamente scolpito. Le sospensioni sono indipendenti: ciascuna è costituita da un tirante superiore e un braccetto inferiore a quadrilatero. La sospensione è completata da due ammortizzatori idraulici per ciascuna ruota.

Una caratteristica davvero notevole di questo Monster è l’ampia possibilità di regolazioni. Con poche e semplici operazioni, può essere variato praticamente ogni angolo dell’assetto del modello, per trasformarlo in mezzo da velocità (adatto per piste in terra battuta) o da trial, per superare ostacoli molto impegnativi. Per darvi un’idea, pensate che solo per quanto riguarda gli ammortizzatori esiste la possibilità di scegliere tra ben 63 posizioni diverse!

Davvero notevoli i giunti omocinetici. Interamente d'acciaio, collegano i differenziali ai perni delle ruote.

Telaio, trasmissione, motore

Il telaio, leggero e robustissimo al tempo stesso, è composto da due piastre laterali realizzate in Ergal. Spesse ben 3,25 mm, queste piastre, una volta assemblate, costituiscono una sorta di guscio che custodisce il cuore del Monster: meccanica, trasmissione, motore ed elettronica. La sezione anteriore del telaio ospita il servocomando dello sterzo, quello di inserimento della retromarcia, la ricevente e le batterie di alimentazione dei dispositivi radio. A seguire troviamo la scatola della trasmissione principale che raggruppa, ben protetti da apposite scatole di plastica ad alta resistenza, il doppio freno a disco, il cambio a due velocità, la retromarcia e il differenziale centrale.

Da qui si dipartono i due alberi cardanici che portano il moto all’avantreno e al retrotreno. La sezione posteriore del telaio è occupata dal motore munito di un filtro dell’aria di generose dimensioni, di una grossa testata di raffreddamento anodizzata rossa e, sul lato sinistro, di una bellissima marmitta a risonanza in lega metallica. Da notare come il motore sia installato in una posizione bassa e poco sporgente, al duplice scopo di godere della protezione del telaio e di abbassare il centro di gravità, esaltando così la stabilità del modello. Accanto al motore si trova il terzo servo, destinato a comandare l’acceleratore e l’azionamento del freno. La sezione finale del telaio è occupata dal serbatoio, con una capacità totale di ben 220 cc di miscela.

Retrotreno

Siamo così giunti alla parte posteriore. Il retrotreno è fissato al telaio principale con viti che garantiscono un montaggio saldo e preciso. Configurazione e soluzioni meccaniche sono le stesse dell’avantreno. Questa scelta semplifica le operazioni di manutenzione e di reperimento dei ricambi: lo stesso braccetto della sospensione, ad esempio, potrà essere impiegato indifferentemente sull’avantreno o sul retrotreno. Anche qui ritroviamo i doppi ammortizzatori, i giunti omocinetici e la stessa possibilità di regolazioni per impostare l’assetto desiderato.

Andrea Molinari


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