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Lady Oscar in DVD |
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L’autrice Ryoko Ikeda
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"Versailles no bara", titolo originale di Lady Oscar
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La raffigurazione anime di Maria Antonietta
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Un ritratto di Maria Antonietta
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La raffigurazione anime di Luigi XVI
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Un ritratto di Luigi XVI
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La raffigurazione anime di Robespierre
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Un'immagine di Robespierre
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La raffigurazione anime di Hans Axel Von Fersen
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Un ritratto di Hans Axel Von Fersen
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La vera storia della Rosa di Francia
Lady Oscar e la Rivoluzione Francese
Ma quanto c’è di vero e quanto invece è riconducibile alla fantasia dell’autrice Ryoko Ikeda? E infine, cosa è cambiato dal manga all’anime?
“Versailles no bara”, titolo originale di Lady Oscar, è nato probabilmente nella mente dell’autrice Ryoko Ikeda, quando quest’ultima era giovanissima. Già al liceo, Ikeda nutriva un grande interesse per la storia ed in particolare per la figura di Maria Antonietta, una passione nata dopo la lettura della biografia della Regina francese scritta dall’autore austriaco Stefan Zweig. Nel 1972, a soli venticinque anni, Ryoko Ikeda dà alle stampe i primi episodi, alla fine saranno ottantadue, della sua opera più famosa con protagonista Oscar Francois de Jarjayes, meglio conosciuta come Lady Oscar. Una donna celata dietro l’uniforme della guardia reale al servizio diretto di Maria Antonietta e Luigi XVI.
La trasposizione da manga ad anime arriva solo nel 1979, ed oltre a decretare nuovo successo per il personaggio, introduce alcune differenze con il fumetto. Il cartone animato inserisce personaggi realmente esistiti che non facevano la loro comparsa nel manga: tra questi ci sono Jaques Necker, ministro delle finanze sotto Luigi XVI; Giuseppe II, fratello di Maria Antonietta e reale austriaco e altri ancora. La differenza più evidente risiede nella maggiore sinteticità della serie tv (40 episodi) rispetto al fumetto (81 episodi): a conti fatti però lo svolgimento della trama rimane uguale e fedele all’originale.
La serie a cartoni animati può vantare rispetto al fumetto una splendida colonna sonora, ricca di suggestioni e capace di proiettare il pubblico in un’atmosfera da corte settecentesca; e la regia di un grande maestro come Osamu Dezaki, già regista di Rocky Joe, alcuni episodi di Lupin, puntate di Astroboy, Jenny la tennista e altri ancora. Dal punto di vista puramente storico manga e anime vanno di pari passo intrecciando sapientemente realtà e finzione. Gli sfondi storici sono veri, le situazioni di base sono reali, l’esistenza di molti personaggi è documentata storicamente e soprattutto Ikeda ha cercato di ricreare un’atmosfera reale (in tutti i sensi) fatta di sfarzi, gioielli, vestiti ed uniformi impeccabili. Tutto questo però non basta, “Versailles no bara” non si limita a raccontare la storia, racconta una storia all’interno della storia. Avvenimenti piccoli si mescolano con coerenza ad eventi storici, a volte con un rapporto diretto di causa ed effetto. Abbiamo già citato alcuni personaggi che fanno la loro comparsa: un altro che riveste un ruolo importante (sia nella realtà che nella finzione) è Hans Axel Von Fersen, un nobile svedese che stringe un’amicizia molto intima con Maria Antonietta e che cercherà di organizzare la fuga della famiglia reale durante la rivoluzione.
Il nobiluomo nordico,nella finzione, diventa molto amico anche di Oscar e solo dopo parecchio tempo scoprirà chi si nasconde sotto l’uniforme militare della rosa di Versailles. Se i presupposti storici sono corretti, e probabilmente hanno salvato più di uno studente durante i compiti in classe di storia, è vero anche che i personaggi principali sono un parto della fantasia di Ikeda. Oscar e il suo amato André non sono mai esistiti, ma hanno incrociato nomi come Robespierre e eventi tragici, nella realtà come nella finzione, come la presa della Bastiglia. In sostanza Lady Oscar non è altro che la realtà, con tanto di date corrette, un pò romanzata e insaporita da qualche dettaglio avventuroso. Disma Dylan Pestalozza
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