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Japan Dvd Animation |
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Rocky Joe
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Tetsuya Chiba
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Osamu Dezaki
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Rocky Joe in combattimento
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Il round di Dezaki
L'ultimo round di Rocky Joe
L’anime di Rocky Joe deve la sua fortuna televisiva all’assonanza del suo nome con il pugile americano RockyBalboa interpretato da Sylvester Stallone. Beninteso che i due personaggi hanno poco in comune, a parte il nome e lo sport del pugilato; il titolo originale infatti parla di un ‘Joe del domani’ che è la traduzione letterale dal giapponese Ashita no Joe. Le avventure sportive e quotidiane dello squattrinatissimo ragazzo di strada sono state disegnate da Tetsuya Chiba (Io sono Teppei e Tutti in campo con Lotti) mangaka che ha saputo esprimere nella boxe le difficoltà sociali degli anni in cui il fumetto è stato ambientato. Sceneggiatura e testi sono di Asao Takamori, altro nome di Ikki Kawajira, noto al grande pubblico anche come disegnatore. Suoi infatti sono i manga di Uomo Tigre e Tommy la stella dei Giants.
La storia di Joe inizia nel 1968, quando l’allenatore Danbei Tange scopre un talento da pugile nel ragazzo. Vorrebbe allenarlo e farlo diventare il grande campione che non è stato lui. Ma Joe finisce in prigione. Sarà qui tra la miseria, la solitudine e la legge del più forte che Joe troverà nel pugilato una ragione di vita. E a questo sport si dedicherà con totale dedizione e spirito di sacrificio una volta fuori dal carcere. La boxe diventerà quindi il suo mezzo diriscatto sociale. La vita che Joe vive sul ring è l’unica che egli può avere e per questa rinuncia a tutto, persino all’amore. Una vita ‘normale’ viene sacrificata per raggiungere la meta, che non è la vittoria in sé quanto piuttosto l’aver dato il meglio di se stessi anche nei momenti più difficili, con la consapevolezza che ne è valsa la pena.
Nel 1970 dopo il successo del fumetto viene realizzata la prima serie televisiva. A distanza di dieci anni il primo film e immediatamente dopo la seconda serie. L’ultimo round è invece un lungometraggio che riprende la seconda serie televisiva e che conclude definitivamente la storia del pugile giapponese.
Sin dalla prima serie la regia viene affidata a Osamu Dezaki, autore già conosciuto nell’ambiente e molto apprezzato per le sue tecniche innovative e per gli espedienti narrativi di grande effetto, che si affineranno notevolmente negli anni successivi. La drammatica intensità delle sue storie, l’approfondimento psicologico dei suoi personaggi trovano una giusta realizzazione grazie alla stretta collaborazione con Akio Sugino, character designer. I due stringeranno un sodalizio artistico e lavorativo fra i più vincenti della storia dell’animazione giapponese. Della affiatatissima coppia sono successi come Dolce Remì (1977), Lady Oscar (1979), Jenny la tennista (serie, film e OAV), e i più recenti OAV e film di Black Jack, ispirati al famoso manga di Osamu Tezuka.
Un ruolo importante per il successo di Ashita no Joe è stato svolto dal direttore della fotografia Hirokata Takahashi, che assieme al duo Dezaki-Sugino contribuisce a dare alla serie e ai film di Joe, atmosfere dense di pathos.
Claudia Barrera
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