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Japan Dvd Animation

 

Cosplayer al Tokyo Game Show

Locandina della manifestazione "Chara Fes"

Manifestazione Anime Expo di Tokio

I Cosplayer cercano di imitare gesti e comportamenti del loro personaggio preferito

Costumi e accessori sono normalmente autoprodotti in casa

 

Cosplay


Le tendenze otaku made in Japan

Il termine “cosplay” è una parola coniata in Giappone, anche se di ispirazione inglese, ed è l’abbreviazione di “costume play”. Il suo significato è quello dell’immedesimazione nel proprio personaggio preferito, che sia un eroe dei disegni animati, dei fumetti o dei videogiochi, cercando di imitarne gesti e comportamenti, e soprattutto indossando un costume, normalmente auto-prodotto in casa, identico a quello portato da colui che si vuole impersonare, possibilmente corredato dagli stessi accessori, quali armi, anelli, scettri e così via. Il termine “cosplayer” indica invece colui o colei che pratica il cosplay.

Le origini del cosplay non sono molto chiare. Le fonti più autorevoli narrano che i primi esempi di questa arte si videro in Giappone nella seconda metà degli anni settanta, quando alcuni appassionati si presentarono a mostre mercato del fumetto denominate “Comic Market” travestiti dai personaggi dei disegni animati allora in voga. Questi pionieri del cosplay pare intendessero imitare quello che accadeva negli Stati Uniti d’America, in cui, nell’ambito di manifestazioni a carattere fantascientifico, alcuni appassionati facevano capolino nei panni degli eroi di “Star Trek”. Il fenomeno del cosplay in Giappone si estende a macchia d’olio, e raggiunge dimensioni ragguardevoli con il boom di Gundam, tanto che nell’agosto 1980 la stampa nipponica si interessa per la prima volta al fenomeno, pubblicando un articolo sull’argomento corredato dalla fotografia di alcuni cosplayer che danzano nei panni dei personaggi degli eroi della serie televisiva di Yoshiyuki Tomino.

È tuttavia con il grande successo di “Evangelion”, nel 1995, che il cosplay raggiunge il suo apice e inizia la sua travolgente diffusione, che continua ancora oggi e che ha attirato su questa forma d’arte gli occhi della gente. Il mercato si rende subito conto delle potenzialità del fenomeno, e nascono così numerose catene di negozi specializzati, di cui “Cospa” è il più famoso, o siti internet che producono e vendono costumi e accessori per il cosplay, per rendere possibile a tutti il travestimento e l’immedesimazione nel proprio personaggio preferito. Non più quindi la sola possibilità di fabbricarsi da sé un costume, ma anche di acquistarlo o noleggiarlo. Nascono su internet forum di discussione per cosplayer, siti specializzati, e nelle principali città bar o sale da gioco in cui i commessi lavorano vestiti con costumi da cosplay, raffiguranti i principali eroi dei fumetti, dei videogiochi o dei disegni animati.

Molti sono i fattori che spingono un appassionato a diventare cosplayer, quali un pizzico di esibizionismo, la voglia di rompere gli schemi di una società, quella giapponese, che va sempre più aprendosi ma che conserva sempre la tentazione strisciante di omologare tutti i suoi membri, ma soprattutto la volontà di mostrare l’amore che si porta nell’animo verso il personaggio che si rappresenta travestendosi da esso. Per questo il cosplay ha trovato un importante punto di contatto con il fenomeno delle dōjinshi, riviste a fumetti di carattere amatoriale, disegnate da persone comuni, non professioniste, che esprimono il loro amore per talune opere a fumetti realizzandone delle gustose parodie. In Giappone il fenomeno delle dōjinshi è molto seguito, e numerose sono le mostre mercato ad esse dedicate, eventi nei quali è possibile anche praticare il cosplay.

Oggi, in Giappone, il cosplay è un fenomeno di grande portata. Molti sono gli eventi e le occasioni in cui è possibile praticarlo, quali le mostre mercato di dōjinshi, di cui si è già parlato, le mostre mercato di fumetti denominate Comic Market, che si susseguono in vari periodi dell’anno e in varie città, ma anche eventi specificamente dedicati al cosplay, quali il “Cosplay Expo” di Tōkyō, il “Tōkyō Character Show” della fine di luglio, il “Tōkyō Game Show” o il “Chara Fes”. In alcune manifestazioni, denominate “Cosplay Dance Party”, gruppi di cosplayer si sfidano tra loro danzando al ritmo delle sigle del disegno animato dei personaggi che stanno impersonando. Tuttavia oggi si assiste all’introduzione di alcune limitazioni agli eventi dedicati al cosplay, o in cui è possibile praticarlo, dovute alla crescente preoccupazione degli organizzatori di dette manifestazioni per problemi di sicurezza causati dal sempre maggior numero di persone che si presentano in costumi un po’ troppo discinti, o dalla pericolosità di alcune armi (spade, bastoni, pistole) facenti parte integrante dei costumi stessi, nonché dall’estrema facilità con cui i cosplayer si ritrovano a loro insaputa fotografati senza permesso e dati in pasto a riviste o siti internet specializzati.

Anche la stampa, come del resto la televisione, si interessa sempre più al fenomeno cosplay, e oggi su tutte le riviste dedicate al mondo dell’animazione o dei videogiochi vi sono pagine e servizi dedicati a questa arte. Esistono inoltre due riviste specializzate, “Comode” e “Dengeki Layers”.

I personaggi più copiati sono ovviamente quelli dei disegni animati, dei fumetti e dei videogiochi del momento, quali “Full Metal Alchemist”, “Galaxy Angel” o “Naruto”, anche se non mancano mai eroi classici quali quelli delle varie saghe di “Gundam” o “Evangelion”.

La crescente passione per l’animazione giapponese nel mondo ha fatto sì che anche l’arte del cosplay trovasse degli appassionati ai quattro angoli del globo, ed in particolare è in Cina, a Hong Kong e a Taiwan che pare star avendo la maggior diffusione. Tuttavia, anche in occidente e in Italia il fenomeno sembra in crescita, e nelle principali manifestazioni dedicate al fumetto e all’animazione si svolgono concorsi di cosplay in cui i personaggi maggiormente rappresentati sono proprio quelli delle opere, vecchie o nuove che siano, più presenti nel cuore degli appassionati.

Alessio Meda
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