
Simbolo di una generazione in cerca di libertà e di giustizia,
Capitan Harlock è nato dalla fervida matita di Leiji Matsumoto
nel 1976, ma l’autore, che ammette di essere un amante di pirati
e pistoleri, covava il personaggio già tempo prima. Gli universi
in cui Matsumoto (classe 1938) ambienta di solito le sue storie (Uchuu
Senkan Yamato, Ginga Tetsudo 999 ecc) altro non sono che il
mondo interiore di ognuno di noi, il viaggio alla scoperta di se stessi.
Il viaggio come metafora della crescita personale dell’individuo
e, perché no, anche di tutta l’umanità.
Ora un nuovo viaggio si compie, ma in un universo parallelo e straordinario,
rielaborato dalla fervida mente di Matsumoto. La versione animata de Harlock
Saga: l’anello dei Nibelunghi- l’oro del Reno del
1999 è composta da sei episodi di mezz’ora ciascuno e tratto
dall’omonimo manga. Matsumoto, si è ispirato alla mitologia
germanica presente nell’opera wagneriana Der Ring Des Nibelungen,
rielaborando un soggetto lontano dalla cultura giapponese, ma che egli
aveva già fatto suo sin dalla giovinezza.
I ruoli di Harlock, Maeter, Tochiro appaiono lievemente ribaltati, ma
in realtà è come se vestissero i panni di una finzione
teatrale. Sono loro stessi e non lo sono. Una “recita” o
meglio una interpretazione di se stessi ma in un altro contesto, appositamente
creato dall’autore. Anche i luoghi e le ambientazioni sono lievemente
modificati. Il Valhalla è al centro dell’universo e il fiume
Reno è diventato un pianeta, mentre anche altri personaggi, quanti
appartenevano a tutti gli universi matsumotiani conosciuti, sono stati
adattati alla storia epocale di scontri tra uomini e dei.
In buona sintonia con l’opera wagneriana le musiche sono le
vere protagoniste e l’asse portante della storia. Il famoso leitmotiv di
Wagner torna come strumento di lavoro e di guida. Le musiche originali
sono di Kaoru Wada, che dopo la lettura del manga di Matsumoto
si è fatto una idea di come interagire con l’opera animata.
Le musiche di Wagner quindi si integrano perfettamente con l’anime
li dove c’è un richiamo all’opera stessa. Per il resto
a Wada è stato data carta bianca dallo stesso Matsumoto.
Il character design è stato affidato a Hideyuki Motohashi,
(Fushigi Yuugi e film di Inuyasha), che oltre alla caratterizzazione
grafica si è concentrato sul dar vita ai vari personaggi.
Questo suo sforzo creativo ha restituito un alone di epicità ad
ognuno di loro e così Harlock nei panni di Sigfrido ha una credibilità non
da poco.
La regia è di Yoshio Takeuchi, cresciuto leggendo e guardando
le opere di Matsumoto, che si è rivelato abile nel gestire un
soggetto molto impegnativo come questo, ammettendo egli stesso, di quanto
sia stato un grande momento di grande crescita professionale. L’adattamento
alla sceneggiatura della serie animata è di Megumi Hiyoshi,
mentre il mechanical design è di Toshiyuki Horii.
Una serie di contaminazioni e rimandi per un’opera raffinata,
nello stile e nei contenuti, che potrebbe essere di non facile comprensione
per tutti, ma che i fan di Harlock e compagni apprezzeranno sicuramente.
Claudia Barrera