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Una scena del film "Il Sorpasso" con Gassman e Trintignant
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Una Lancia Aurelia B24 rossa fiammante
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Locandina pubblicicitaria della Fiat 1100
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Immagine pubblicitaria della Fiat 600
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Un'immagine festosa degli anni '60
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Italia anni '60: è tempo di boom
L’automobile come simbolo del benessere
Se Adriano Celentano aveva bisogno di 24.000 baci per
far correre le ore felici, altri italiani per correre si accontentavano
di qualcosa con le ruote. Sono gli anni in cui ci si divideva tra vespista e lambrettista e
un litro di benzina costava 120 lire. Ma per la maggior parte degli italiani
il vero sogno viaggiava su quattro ruote.
L’allegra spavalderia con cui nel film “Il sorpasso” Vittorio
Gassman pilota la sua Aurelia B24 per le campagne in compagnia
di un uno spaesato Trintignant rimane di sicuro uno dei ritratti
più fedeli di quell’epoca. Nel 1950 le auto prodotte
in Italia superano per la prima volta la barriera dei 100 mila pezzi, mentre
tre anni dopo vengono presentati al salone di Ginevra i primi esemplari
della Fiat 1100 che allora costava 945 mila lire. Rimarrà in
produzione fino al 1969.
Impossibile non ricordare il marzo del 1955: arriva la Fiat
600. Un’auto non era mai costata così poco. Inoltre,
con i suoi 4-5 posti dimostra di essere perfetta anche per le famiglie.
Trazione posteriore, introduzione del concetto di utilitaria, persino
una versione con tetto apribile. Queste le caratteristiche più innovative
di una vettura destinata a entrare nelle abitudini degli italiani.
Per molti l’auto diventa un autentico status-symbol.
L’economia vola anche sulle ali del triangolo industriale Milano-Torino-Genova,
dove assistiamo al fenomeno dell’immigrazione, spesso dal
sud, per trovare lavoro nelle grandi aziende. Tra il 1955 ed il 1965,
grazie ad un apposito Piano autostradale, viene costruita l’autostrada
del Sole (Milano-Roma-Napoli). Oltre ad avvicinare il Nord e il Sud
d’Italia, questa grande opera cambia anche il rapporto con la velocità da
parte degli automobilisti, che possono così sfruttare i nuovi
propulsori, decisamente avanzati per quei tempi.
Lentamente prende forma anche un giornalismo specializzato sui
motori. Nel 1958 vede la luce il primo supplemento settimanale
dentro “Paese Sera” con articoli, fra gli altri,
di Nicola Cattedra e Tommaso Tommasi. Nello
stesso periodo le due penne più importanti sono certamente Giovanni
Canestrini su “L’Automobile” e Gianni
Mazzocchi su “Quattroruote”, da lui fondato
nel 1956.
A cura di Luca Simonato e Stefano Piantoni
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