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Un minilibro è più piccolo di una capocchia di fiammifero

Una edizione del "Dantino": la Divina Commedia in miniatura

Un lettore tiene tra le mani l'edizione di un libro in miniatura

Un minilibro e una chiave antica: una sfida tra piccoli oggetti

Ruth Adomeit

 

Piccoli libri dal grande fascino


Il meglio della poesia in un pollice

Il libro in miniatura è un affascinante oggetto dalla storia plurisecolare: si stima che ne siano stati realizzati milioni in tutto il mondo in più di venti lingue differenti.

Furono probabilmente ragioni di praticità a determinarne la nascita: almanacchi, classici, romanzi, dizionari, libri di preghiere in miniatura, tutti perfettamente leggibili, erano facilmente consultabili, di costo contenuto e trasportabili con poco sforzo.
Il collezionista moderno è attratto tuttavia da un’altra loro caratteristica: la straordinaria perizia con cui stampatori, rilegatori ed incisori li hanno realizzati, rendendoli delle vere opere d’arte.

In genere si considerano minilibri quelli che non superano i 76 mm in altezza e in larghezza, e naturalmente nel corso dei secoli sono stati in molti a rivendicare di aver prodotto il più piccolo libro stampato: sappiamo che il libro Bloem-Hofje di C. van Lange, edito nel 1674 ed oggi perduto, era grande quanto un’unghia, ed ha detenuto il primato per più di duecento anni.

Nel 1878 a Padova i fratelli Salmin produssero una celebre edizione della Divina Commedia, detta Dantino, realizzata con il carattere di corpo 2, il più piccolo mai usato sino ad allora: una pagina misurava 56x34 mm. Con lo stesso carattere i Salmin stamparono nel 1897 la Lettera di Galileo a Madama Cristina di Lorena, di mm15x9.
Nel 1985 la Gleniffer Press di Paisley, in Scozia, produsse 85 copie di Old king Cole, una novella per bambini dalla straordinaria misura di 1x1 mm, le cui pagine potevano essere voltate solo con l’aiuto di un ago!

Naturalmente l’eccezionalità di queste opere ha permesso che si sviluppasse un fiorente collezionismo. Negli USA il più autorevole organismo di coordinamento tra collezionisti è la Miniature Book Society, nata nel 1983 nello stato dell’Ohio, operante a livello internazionale attraverso selezionate riunioni tra amatori chiamate Conclavi, luoghi di scambio di idee e di pezzi pregiati.

I più famosi collezionisti ne sono membri, tra di loro tre figure leggendarie per il mondo del libro in miniatura: Ruth Adomeit, Charlotte Smith ed Irene Winterstein.

La svizzera Winterstein ha assemblato, secondo gli addetti ai lavori, una delle più importanti e complete collezioni di tutti i tempi, circa 4000 esemplari che dopo la sua morte sono stati battuti all’asta da Christie’s, a partire dal 10 marzo del 2000, in tre giorni di intense contrattazioni.

Ruth Adomeit ha invece lasciato la sua collezione alla Lilly Library dell’università dell’Indiana, andando ad incrementare un patrimonio di libri in miniatura che constava già di ben sedicimila unità.
Analogamente Charlotte Smith ha donato la sua collezione all’università di Iowa City, che sta predisponendo un OPAC, (Online Public Access Catalog) un catalogo in formato elettronico per rendere fruibile sul web l’eccezionale raccolta.
Insomma, libri piccoli ma dal fascino smisurato!


Francesca Cappabianca


per saperne di più piano della tua opera