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Ascolta sempre il cuore Remi DVD Collection |
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Hector Malot
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La regista Osamu Dezaki
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La regista Osamu Dezaki
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Vitali e Remi
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Vitali e Belcore
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Remi dorme con Capi
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Remi
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L'orfanello più famoso del Giappone
La storia di Remì è un capolavoro di tecnica d'animazione
Il cartone animato nipponico “Ienaki Ko”, letteralmente “bambino
senza casa”, arrivò in Italia nel 1979 con il titolo: “Remì,
le sue avventure”. Un anime (la parola giapponese definisce i
cartoni animati) complesso e con una lunga storia produttiva alle spalle,
che in Giappone fu trasmesso in cinquantuno episodi dall’ottobre del ’77
all’ottobre del ‘78.
Il cartone animato narra le vicende di un bambino di otto anni che vive
con sua madre nel paesino francese di Chevanon. Il padre fa il muratore
a Parigi dove è coinvolto in un incidente che lo rende invalido; non potendo più lavorare
torna a casa e la miseria si abbatte sulla famiglia. L ’uomo rivela al
piccolo Remì che lui non è il suo vero padre ma che lo ha raccolto quando era
ancora in fasce. In seguito a questa confessione, per risollevare le sue finanze,
vende il bimbo a Vitali, un anziano suonatore ambulante.
Remì lascia la famiglia per seguire l’anziano musicista
con il quale improvvisa concertini nelle piazze dei paesi di mezza Francia.
I due sono accompagnati da una scimmietta e da tre cani: in questi strani compagni
di viaggio Remì trova una famiglia che lo ama davvero e che gli insegna a
cavarsela e a superare ogni ostacolo della vita. L’anziano Vitali gli insegna
a leggere, a scrivere e gli tramanda i segreti del mestiere d’artista di strada:
grazie a questa esperienza Remì avrà poi la tenacia ed il coraggio per mettersi
alla ricerca della propria madre naturale.
Una storia cupa che lascia però aperte le porte alla speranza: un lavoro
che si discosta dallo stereotipo della Francia da cartolina tratteggiando una
vicenda intensa e capace di emozionare grandi e piccini.
Il progetto del cartone animato risale alla seconda metà degli
anni ’70
e prende spunto dal romanzo di formazione ottocentesco di Hector
Malot “Senza
famiglia”. L’anime segue abbastanza fedelmente
la storia del libro discostandosene in poche occasioni.
La versione animata di “Senza famiglia” nasce dall’esigenza della Nihon
Tv, un’importante emittente privata giapponese, di festeggiare i propri venticinque
anni di vita con un nuovo prodotto animato in grado
di raccogliere un alto gradimento da parte dei suoi spettatori. Ienaki
Ko ci riesce grazie all’intensità della
storia e alla notevole qualità tecnica ed artistica che lo caratterizzano.
La serie fu curata da due veri maestri del genere, Osamu
Dezaki e Akio Sugino. Il primo curò l’adattamento
e la regia mentre il secondo si occupò della
creazione grafica dei personaggi: un’accoppiata fenomenale che ha lasciato
il proprio marchio su molte serie di successo come lo splendido “Ashita
no Joe” (Rocky Joe) o “Ace wo Nerae” (Jenny
la tennista). Dezaki ha anche lavorato alla realizzazione di un'altra
pietra miliare dell’animazione nipponica “Versailles
no Bara” (Lady
Oscar).
I due artisti, lavorando alla creazione del piccolo Remì, hanno voluto sperimentare,
con successo, una nuova tecnica da loro battezzata “Rittai
Animation”, ovvero “animazione
in tre dimensioni”. La tecnica consiste nell’utilizzare
tre piani differenti per realizzare ogni singolo fotogramma: in ogni scena viene inserito un fondale
fisso, uno sfondo leggermente più vicino alla macchina da presa in costante movimento
ed infine in primo piano i personaggi. Una procedura sofisticata e dispendiosa
che però ha dato i suoi frutti rendendo il cartone animato estremamente fluido
rispetto ai suoi predecessori.
Ma gli autori di “Remì, le sue avventure” non
si sono fermati a questo ed hanno girato l’intera serie su pellicola a 35mm,
cosa all’epoca molto rara, regalando all’anime una profondità di campo ed
una nitidezza dell’immagine che in quel periodo non aveva eguali.
La tecnica “Rittai Animation” nascondeva un'altra caratteristica speciale; con l’ausilio di un particolare tipo di occhiali, che il pubblico poteva trovare in omaggio nei negozi di dischi acquistando la colonna sonora dell’anime, si poteva assistere al cartone animato vedendolo effettivamente in tre dimensioni.
Remì ancora oggi in Giappone viene ricordato come “l’orfanello” più famoso
della storia della televisione,
e nella tv nipponica ce ne sono stati tanti.
Disma Dylan Pestalozza
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