Erano appena iniziati gli anni ‘70 quando l’ispettore Harry
Callaghan (il cui nome originale è in realtà Callahan,
senza la “g”) irrompe nei cinema di tutto il mondo. Il
poliziotto senza scrupoli interpretato da Eastwood riportava prepotentemente
al successo un genere, quello del poliziesco, che da tempo non
trovava spazio sul grande schermo.
Tuttavia il film diretto da Don Siegel, che avrebbe in seguito
sperimentato con Eastwood anche il genere carcerario nell’ottimo Fuga
da Alcatraz, era riuscito a reinventare il poliziesco attraverso
il controverso personaggio dell’ispettore. Senza scrupoli, fortemente
individualista e insofferente verso l’autorità, Siegel
e Eastwood rinnovano il personaggio del poliziotto con grande originalità.
E pensare che Eastwood non fu la prima scelta per quel ruolo che si
sarebbe rivelato tanto fortunato per la sua carriera. Originariamente
infatti Don Siegel aveva in mente Frank Sinatra, che rifiutò la
parte. Successivamente vennero contattati anche
John Wayne e Paul Newman, senza successo. Difficile da
immaginare, ma Clint Eastwood allora era solo la quarta scelta. Ma quella
giusta.
La prima pellicola ebbe un tale successo (incassò nel 1971 circa 36
milioni di dollari soltanto negli States) che solo due anni dopo
venne girato un seguito: Una 44 magnum per l’ispettore
Callaghan. Tra i “cattivi” del film, poliziotti
che hanno deciso di farsi giustizia da soli, riconosciamo un giovane David
Soul, che tutti ricordano per essere stato protagonista della fortunata
serie tvStarsky and Hutch. Mentre a scrivere la sceneggiatura
troviamo due futuri grandi registi del calibro di John Milius (Conan)
e Michael Cimino (Il cacciatore).
Nel terzo film (Cielo di piombo, ispettore Callaghan)
troviamo l’Ispettore alle prese con dei terroristi che hanno rapito
il sindaco di Los Angeles, interpretato da John Crawford, mentre
il quarto (Coraggio...fatti ammazzare) segna l’avvento
dietro la macchina da persa dello stesso Eastwood. Quest’ultimo
contiene diverse frasi che usa l’ispettore con i delinquenti e
che sono diventate cult, come ad esempio
“Go ahead…make my day” (“Avanti… fammi
contento”).
L’ultimo film della serie è del 1988 e si intitola Scommessa
con la morte, in inglese The dead Pool. Il
regista, Buddy Van Horn, è un ex stuntman e ciò si
nota dalle scene d’azione particolarmente curate. Da ricordare
nel cast la presenza di Liam Neeson e di un attore che da
lì a poco avrebbe fatto una discreta carriera, anche se in
film di tutt’altro genere: Jim Carrey.
Luca Simonato