Per tutti gli appassionati della serie animata dedicata a Lupin III,
il lungometraggio “Il Castello di Cagliostro”(“Cagliostro
no shiro” nella versione originale) rappresenta una visione mitica
e indispensabile.
Il film viene diretto da Hayao Miyazaki, uno dei migliori animatori
giapponesi.
Nel 1963 Miyazaki inizia a lavorare nello studio di animazione di Toei
Doga e nel 1973 dirige la celebre serie di cartoni animati “Conan
- Ragazzo del futuro”. E’ del 1979 il primo lungometraggio “Il
Castello di Cagliostro”. In seguito Miyazaki realizzerà “Nausicaa
della valle del vento”, “Principessa
Mononoke” (vincitore
di un Academy Awards) e infine il meraviglioso “La
città incantata – Spirited
Away” (vincitore di un Oscar come miglior film di animazione
nel 2002).
“Il castello di Cagliostro” è la seconda pellicola
basata sulle avventure di Lupin III ed ebbe fama internazionale grazie
alla proiezione al festival di Cannes del 1980.
In Italia apparve su Italia1 per la prima volta in occasione del Capodanno
1984 e fu rimesso in onda su Retequattro il 30 e 31 dicembre 1986. Quanti
di voi erano ridotti in trance davanti allo schermo? Credo tanti.
La trama è affascinante, degna del romanzo d’avventura
più rocambolesco. Lupin vuole rubare alcune preziose matrici che
sono conservate nel castello del conte di Cagliostro, un malvagio personaggio
che tiene prigioniera una delicata fanciulla di nome Clarice. L’intera
storia ruota intorno a due anelli con effigie di
capricorno che, incastrandosi
perfettamente nell’orologio del campanile del castello, aprono
la via ad un prezioso tesoro. Un gioiello appartiene a Cagliostro e l’altro
a Clarice.
Il perfido conte vuole costringere la fanciulla al matrimonio per impadronirsi
dell’anello e scoprire così il tesoro celato. Ma non ha
considerato il nostro eroe.
Al termine dell’avventura infatti Lupin ucciderà Cagliostro,
libererà Clarice e, impadronitosi dei due anelli, scoprirà il
mistero: il tesoro è in realtà una
città sommersa
dall’acqua, che riappare non appena il meccanismo dell'orologio
del campanile viene messo in funzione. A conclusione della storia, i
preziosi gioielli vengono sottratti a Lupin dall’abile Fujiko.
Ne “Il Castello di Cagliostro” i disegni sono di altissima
qualità, la trama è congegnata perfettamente e soprattutto
le scene di inseguimento sono appassionanti come nei migliori film d’azione.
Lupin torna ad indossare la sua giacca verde come nelle prima serie
risalente al 1971/72 ed è accompagnato dal fido Daisuke
Jigen per l’intera durata del film e dall’amico samurai
Goemon nel secondo tempo. Non mancano Fujiko
Mine in veste di bionda custode
del castello di Cagliostro e l’ispettore Zenigata.
Sono presenti quindi tutti i protagonisti della serie creata dal fumettista
Monkey Punch, personaggi che il regista Miyazaki muove con maestria incredibile,
creando un ritmo vorticoso da action movie che caratterizzerà il
cinema d’animazione giapponese successivo (un esempio per tutti “Akira” di
Katsuhiro Otomo, 1988).
Agli inseguimenti mozzafiato sulla Fiat 500 giallo
banana, si mescolano
momenti romantici di grande intensità tra Lupin e Clarice, momenti
di profondo rispetto tra il ladro gentiluomo e il suo eterno nemico Zenigata,
momenti in equilibrio perfetto tra dramma, commedia e film noir.
“Il Castello di Cagliostro” si presenta davvero come un
vero gioiello cinematografico, adatto a tutti: neofiti del cartone animato
e amanti del genere da anni, conoscitori di ogni fotogramma dei film
dedicati a Lupin III e per chi muove i primi passi all’interno
della saga. Vederlo per la prima volta o conoscerne ogni dettaglio sarà sempre
un’emozione.
L’unica nota dolente, per ora, riguarda il reperimento
del film in DVD. La Yamato Video ha bloccato la distribuzione de “Il Castello
di Cagliostro” già da tempo per problemi di attribuzione
dei diritti e solo pochi fortunati possono vantarsi di possederlo. Si
presume però che presto la questione si risolva e che a breve
il DVD possa essere distribuito e reperito da tutti. Incrociamo le dita
e speriamo che l’attesa venga premiata.
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Francesca Mocellin