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Clint Eastwood |
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Isola di Alcatraz
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Frank Morris
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Clarence e John Anglin
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Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz
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Locandina di Fuga da Alcatraz
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La vera Fuga da Alcatraz
Il mistero della fuga dal carcere più famoso d'America
Al momento dell'uscita di Fuga da Alcatraz diretto da Don
Siegel, erano già passati diciassette anni dalla fatidica notte
dell' 11 giugno 1962, quando Frank Lee Morris e i fratelli Anglin riuscirono
ad evadere dal carcere di massima sicurezza più famoso e temuto d'America.
Eppure della sorte di quel rapinatore (interpretato nel film, che riproduce fedelmente
la fuga, da un grandissimo Clint Eastwood) e dei suoi due complici non
si sapeva ancora nulla.
E nulla si sa tuttora.
L' FBI ha impiegato molti anni per fare luce sulla vicenda e quello che
gli investigatori hanno tratto dalle indagini è solo l' ipotesi che
la fuga sia fallita. Le argomentazioni sono numerose e, secondo molti, convincenti.
Prima di tutto, grazie alle rivelazioni di un quarto detenuto coinvolto nel tentativo
di evasione (Allan West, rimasto nella sua cella per un contrattempo dell'ultimo
minuto), si sa che il piano prevedeva, dopo l'approdo a terra (Alcatraz è
un'isoletta di fronte a San Francisco) nella Contea di Marin, il furto
di una macchina e di abiti nuovi, ma nessuna automobile fu rubata,
né alcun negozio fu scassinato in tutto quel territorio nei dodici
giorni successivi alla fuga.
Il secondo punto a favore della teoria del fallimento è che nessuno
dei fuggitivi aveva alle spalle parenti o conoscenti in grado di sostenere economicamente
il piano dall'esterno. Occorreva, infatti, mantenere per diversi giorni la
base per una barca nelle acque della Baia di San francisco in attesa di ripescare
gli evasi una volta che fossero scappati.
Altro elemento è il ritrovamento, nella Baia, di uno dei salvagenti
che i tre avevano fabbricato con materiale di fortuna per aiutarsi
nella traversata a nuoto del braccio di mare fra la prigione e la
terra ferma. Il rudimentale giubbotto di salvataggio mostrava evidenti segni di
denti sulla valvola di gonfiaggio, segno che non aveva funzionato. Senza un sostegno,
ma anche con quello, nuotare nelle freddissime acque della Baia di San Francisco
è impossibile per più di venti minuti, tempo del tutto insufficiente
per raggiungere la riva.
A suffragare ancora le tesi dell'FBI c'è il rapporto, fatto il 17 luglio
1962, di una nave norvegese in transito per la Baia che avvistò,
ma non potè recuperare, il corpo di un uomo che galleggiava a faccia
in giù, vestito con abiti molto simili a quelli in dotazione ai detenuti
di Alcatraz. Un pool di medici legali interpellati dalle autorità confermarono
che il corpo di un annegato può galleggiare per alcune settimane prima
di andare a fondo. Per di più, in quei giorni non ci furono segnalazioni
di altre persone scomparse o cadute in mare.
I sostenitori della versione secondo cui la fuga riuscì, basano tutte
le argomentazioni sul mai avvenuto rinvenimento dei cadaveri di Morris e degli
Anglin, fatto che da solo, occorre dirlo, controbilancia tutte le ipotesi
opposte.
Ancora oggi, a più di quarant'anni di distanza la fuga da Alcatraz
(The Rock per detenuti e secondini), è un mistero che
pesa sulle dottrine più intransigenti in tema di sistema carcerario. Non
è certo un caso che soltanto un anno dopo l'incredibile evasione del
1962 la prigione di Alcatraz fu chiusa e i suoi detenuti trasferiti per non
meglio precisati problemi di bilancio.
Alessandro Diegoli
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