Orietta, lei ha cantato le canzoni della prima serie dei Barbapapà. Cosa si ricorda di quell’esperienza?
Le ho cantate insieme a Claudio Lippi.Io ero Barbamamma e lui era Barbapapà, e mi ricordo che ci divertimmo molto quando le abbiamo registrate, perché i testi erano simpaticissimi, e le musichette molto divertenti.
C’è stata anche una seconda edizione, dove c’erano dei barbapapà che cantavano, sempre con le nostre canzoni. E sa perché me lo ricordo, perché nella prima serie il mio bambino più grande aveva quattro anni, ed invece il piccolino è nato proprio nell’80, e quindi era piccolo piccolo, ma anche lui ha visto le serie dove io prestavo la voce per le canzoncine.
Poi mi ha sempre incuriosito il fatto che Barbamamma fosse tutta nera, e Barbapapà tutto rosa, che faceva una tenerezza immensa, tutto al contrario di come sarebbe dovuto essere, cioè lei rosa e lui nero. Comunque è stata una bella parentesi musicale della mia carriera.
I Barbapapà, per il periodo in cui uscirono, furono ritenuti molto innovativi, trattando di rispetto dell’ambiente, degli animali, della natura…..
Sì,sì, erano innovativi per tanti motivi, per la ginnastica, le camminate, l’ecologia. Per i bambini erano il non plus ultra, li amavano molto.
Mi ricordo che erano stati prodotti tanti giochi, persino il gioco delle bocce e dei birilli era fatto con i barbapapà. Lo so perché, avendone interpretato le canzoncine, mi spedivano a casa tutti questi giochi.
Ho cantato numerose canzoni dei barbapapà, e mi ricordo che ve ne era una, in particolare, che parlava di una rana, ed il mio bambino, Omar, si emozionava così tanto che ogni volta che io mettevo su il disco con quella canzone, lui piangeva a dirotto. Dovevo subito toglierlo. Invece con le altre si divertiva parecchio!
Quindi, Orietta, lei come mamma ha trovato utile ed educativo che i suoi figli vedessero ed apprezzassero i Barbapapà?
Si,sì, pensi che ancora adesso mio figlio più piccolo, Otis, ne ha ancora due nella sua stanza, fatti di quel materiale che allontana lo stress. Sono uno rosa fucsia, enorme, con la scritta Barbapapà, e l’altro rosa pallido, ma con le braccia conserte.
Tutt’ora i miei figli li vedono con tanta simpatia. Cosa che invece non vedono più, ad esempio, sono i Masters, con cui hanno giocato per tutta l’adolescenza fino alla giovinezza, ed ora sono tutti su nel solaio. Invece i Barbapapà hanno creato in loro una specie di tenerezza…anche perché sono dei pupazzi così ingenui, che non c’è nessuna malizia, nessuna cattiveria in loro, forse sarà per questo! Già i Puffi, di cui io ho tutta la collezione dei Puffi, sono più furbetti!
Diciamo che i Barbapapà fanno riferimento ad un mondo ideale, che probabilmente, piacerebbe a tutti…..
Sì un mondo ideale in cui vorremmo che i nostri figli li avessero come amici, come compagni di vita!
Stefano Moser