 | 
Al rally di Montecarlo
con la Lancia Stratos
Per
tutti gli amanti dei rally e per i collezionisti di automodelli
la Lancia Stratos evoca una vettura mitica: presentata
al Salone dellAutomobile di Torino del 1970, nellautunno
del 1971 esordì pilotata da Sandro Munari: iniziava
così una lunga stagione ricca di vittorie, 17 in tutto,
che si sarebbe conclusa ben dieci anni dopo al Tour de Corse.
La rivoluzionaria Lancia Stratos fu portata alle vittorie
da uno degli assi del volante più famosi nel nostro
paese, Sandro Munari. Il suo nome è legato alle
gesta compiute con la famosa Fulvia HF, vi ricordate? Quella
con gli elefantini. E stato il primo rallista nazionale
a poter battere e che ha fatto battere i denti ai famosi piloti
nordici, inglesi e svedesi.
Nata dallesigenza di sviluppare una nuova tecnologia
e di utilizzare il motore a otto cilindri derivato dalla Dino,
costola della Ferrari, la Stratos in breve si è imposta
allattenzione internazionale oltre che per i risultati
nelle competizioni, soprattutto perchè a memoria è
la prima vettura studiata appositamente per i rally, capo
scuola delle attuali che delle stradali hanno solo la forma
della carrozzeria e il nome del modello.
Vista limportanza del modello, penso sia divertente
inventare unambientazione consona allevento, e
immediatamente viene in mente un nome mitico per unauto
mitica. Taurini. Vi dice niente? La prova speciale più
famosa al mondo, se la neve non cè ci pensano
gli spettatori con terra , acqua e neve di riporto a rendere
la salita di questo colle, ormai leggenda, uno degli spettacoli
da non perdere.
|
|
Cominciamo con il determinare
lazione; voglio una curva in leggera salita
tra muri di neve e la Stratos che in contro sterzo si
lancia alla volta della prossima. Frugando nella pattumiera
ecologica di casa trovo un blocco rettangolare
di polistirolo, il cortile è una miniera per il
riciclo. Con una matita traccio la curva cercando di centrare
il disegno sul pezzo. Per scavare nel polistirolo lo strumento
più comodo è un comunissimo saldatore elettrico
da stagno; la lama scioglie il materiale con facilità
e poco alla volta la strada prende forma. |
|
|
Completato il tracciato, lavoro
nello stesso modo il resto della superficie del blocco
per conferirgli un aspetto naturale. Il risultato è
gradevole ma manca ancora leffetto neve;
spennello tutta la superficie lavorata con abbondante
colla vinilica diluita in acqua e con un setaccio da cucina
ricopro con polvere di marmo bianca. |
|
|
Mentre attendo che si asciughi,
mi dedico alla trasformazione della macchina. Si smonta
facilmente svitando le due viti che uniscono il pianale
alla carrozzeria, estraggo lassale anteriore e ne
piego le due estremità in senso opposto, luna
rispetto allaltra, rimonto il modello e inserisco
le ruote anteriori che con lassale così modificato
risultano sterzate in senso opposto alla direzione della
curva. Un perfetto contro sterzo! |
|
|
Naturalmente una vettura
che corre sulla neve deve averne un po nelle ruote
e sulla parte più bassa della carrozzeria. Cospargo
le parti interessate con colla ciano acrilica - Attak
per intenderci - e con uno spazzolino da denti bagnato
di acqua le lavoro. Questa colla a contatto con lacqua
diventa bianca e solidificandosi si raggrinzisce, leffetto
è sorprendente. |
|
|
Il make up della Stratos è finito
e penso che non sarebbe male introdurre nel diorama
un elemento di dettaglio che lo impreziosisca. Valuto
alcune possibilità: cartelli stradali, pubblico,
alberi ma sono attratto da un particolare tipico delle
strade innevate: quei pali di legno dipinti e alti che
delimitano le strade di montagna sporgendo dai cumuli
di neve.
Quattro bastoncini di 2 mm di diametro dipinti di giallo
che infilerò nel polistirolo opportunamente distanziati
ai lati della carreggiata sono perfetti. |
|
|
La colla e la polvere di neve si sono
essiccate ma il colore tende al panna, non va bene. Una
spruzzata di bianco opaco acrilico che, quando è
asciutto, ripasso con una velatura di trasparente lucido,
adesso la neve è sufficientemente realistica. |
|
|
E il momento di creare
lazione, faccio alcune prove e quando la posizione
della vettura mi soddisfa la incollo al diorama con due
gocce di mastice. Bene, ma manca ancora qualche cosa,
il modello sembra galleggiare sulla strada. Non cè
la sensazione del movimento. |
|
|
Per dare dinamismo alla scena
decido di provare a realizzare gli spruzzi di neve sollevati
dalle ruote, più generosi dal retro treno e meno
dalle ruote anteriori. La Stratos era ancora a trazione
posteriore. Mi viene in aiuto la tecnica del cianoacrilato.
Con pazienza e a più riprese applico della colla
bicomponente per realizzare il grosso della struttura
e a colla essiccata la lavoro ad acqua con Attak. Con
occhio critico osservo il lavoro e penso che possa andare
bene. |
 |
Non resta che sistemare le pareti esterne
del blocco di polistirolo che appaiono troppo grezze.
Opto per una semplicissima verniciatura nera che conferisce
risalto alla neve e non distrae locchio dal soggetto.
|
Il diorama è ultimato. Buon divertimento
a tutti e se vorrete inviarci le foto delle vostre realizzazioni,
le vedrete pubblicate su Ideahobby.
Nanni Fachini
I vostri commenti
Ho visto le foto del modello della Lancia Stratos ambientata
sulla neve, se posso permettermi, ho qualche appunto da fare
sul risultato finale. Premetto che i diorami innevati sono
tra i più difficili da realizzare, però ho rilevato
qualche piccola ingenuità.
Innanzi tutto, la strada risulta troppo pulita come se avesse
appena nevicato, sarebbe risultato molto più reale,
se si fossero create delle zone di neve sporca sui bordi della
strada, dando quel senso di pantano, altro particolare sono
i fari supplementari coperti, ha poco senso portarsi dietro,
se pur minimo un peso in più se non sono utilizzati,
quindi ho si fanno vedere, oppure non si montano.
Ultima cosa, e sicuramente la più evidente, che senso
ha rappresentare un modello nel corso di una speciale, se
all'interno della vettura non vengono inseriti il pilota e
navigatore?
Grazie e scusatemi se sono stato troppo pignolo, ma le cose
che ho citato, durante le mostre modellistiche, sono sicuramente
criticate molto duramente, per cui ritengo, in quanto sono
abituato, a curare ogni minimo particolare nel suo più
piccolo dettaglio, naturalmente avendo una documentazione
adeguata che rispecchia fedelmente quel tipo di situazione.
Cordiali saluti Pier Paolo Marcis. Torino
Con vero piacere ho ricevuto la mail di un nostro lettore
che, a proposito del diorama della Stratos, lamentava l'omissione
e l'inesattezza di alcuni dettagli quali: la neve poco fangosa,
la fanaleria non esatta per la situazione e la mancanza dei
piloti nella vettura.
Rispondo a lui e rendo voi partecipi dello scambio di opinioni.
Per quanto concerne il primo punto, ravviso la figura retorica
del modellista che interpretando la realtà soggettivamente,
come è giusto che sia, crede errore ciò che
in realtà non lo è. Nel mio diorama è
nevicato da poco e abbondantemente, inoltre il Montecarlo
si corre in gennaio che è il mese più freddo
dell'inverno ed è difficile che la neve su quel colle
sia sciolta. Nei diorami c'è sempre una scappatoia,
per giudicare ci si deve solo chiedere se la scena è
possibile.
Per la fanaleria certamente il nostro lettore segna un punto
a suo favore.
Pe rispondere al terzo e ultimo punto mi ricollego a quanto
detto sopra.
I lavori che realizzo sono sempre: facili, economici e alla
portata di tutti. Non dimentichiamo che chi ci legge abita
anche in luoghi in cui il modellismo non conosce divulgazione
e tanto meno commercializzazione per cui il reperimento di
accessori è molto difficoltoso. La mancanza di
pilota e navigatore è vera e si fa sentire, fortunatamente
i vetri riflettono e l'interno non è perfettamente
in vista. Si consideri anche che l'inserimento di figure umane
richiede l'arte pittorica del soldatino - pochissimi sono
all'altezza del compito - altrimenti si ottengono prodotti
scadenti, come purtroppo vediamo inseriti in cataloghi e pubblicazioni
di settore,con dettaglio a livello di plastico da trenino.
Con quanto esposto penso di aver risposto compiutamente al
nostro lettore.
A questo punto mi viene in mente di lanciare una sfida. Volete
un diorama che lasci senza fiato? Allora, utilizzando le vetture
del collezionabile, realizzate un diorama. Attenti però,
deve essere tecnicamente "perfetto". Mandate al
nostro sito quattro fotografie, due di assieme e due di dettaglio.
Non occorrono spiegazioni sulla mole di lavoro eseguito, potrebbe
succedere che una realizzazione semplicissima
sia geniale. Noi publichiamo le foto e voi le votate.
Nanni Fachini
Volevo
sapere con precisione come l'autore avesse realizzato la neve
alzata dalla stratos.
Grazie
Emanuele Ottino, Torino
Carissimo
navigatore, come sicuramente avrai letto, il mio metodo per
realizzare la neve in piccole quantità e con l'intento di
ottenere una specie di cristallizazione, che rende al meglio
tale effetto, consiste di lavorare una goccia di colla cianoacrilica
con acqua. Prova a versare un poco di questa colla su di un
cartoncino e a spruzzarla con qualche goccia, appunto, di
acqua. Lasciando riposare per qualche ora il composto noterai
il risultato: sembra proprio essere neve ghiacciata. Per realizzare
gli spruzzi la tecnica è la stessa soltanto che quando vedi
che la colla incomoncia a diventare bianca e solida, allora
devi immergevi un sottile bastoncino di legno e tirare sollevando,
secondo l'andamento che vuoi dare allo spruzzo, più volte
e abbastanza velocemente. Il metodo è presto detto, l'esercizio
darà il risultato voluto. Auguri!
Nanni Fachini

Torna all'inizio dell'articolo
|

|