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Ghost in the shell. L'invasione
dei Cyberpunk
Cosa
accadrebbe se il nostro cervello fosse impiantato nel corpo
di un androide, generando una creatura nuova dalle capacità
fisiche e mentali potenziate? La reale possibilità di
diventare un cyborg ci solleverebbe dal domandarci chi saremmo?
Si riuscirebbe a sentire ancora la propria umanità?
L'animazione nipponica ha più volte attinto
all'immaginario della fantascienza per esprimere le inquietudini
dell'uomo contemporaneo immerso in un mondo fatto di tecnologia
complessa, di reti digitali di informazione e di
intelligenze artificiali.
Ghost in the Shell è stato il primo anime a
portare l'animazione ad un nuovo equilibrio tra una eccellente
tecnica e una trama solida.
Kokaku
Kidotai, tradotto all'estero come Ghost in the Shell -
noto in Italia anche come Lo Spirito nel Guscio -,
(1995), nasce come manga
nel 1989 su soggetto e disegni del giovane mangaka
Shirow Masamune. Grazie al notevole successo riscosso
si procede a convertirlo in anime, affidando la regia a Oshii
Mamoru, già famoso presso il pubblico grazie ai
film di Patlabor.
Negli ottanta minuti del film lo spettatore è immerso
in una trama molto complessa in cui il poliziesco si intreccia
allo spionaggio e alla science fiction cyberpunk.
Il Film
Ventunesimo
secolo. A Newport City, gigantesca metropoli giapponese,
fatta di grattacieli e favelas, un fantomatico hacker, chiamato
"Il Signore dei Pupazzi", semina disordine e
violenza, coinvolgendo direttamente persone appartenenti a
ranghi politici e diplomatici. Per compiere i suoi crimini,
l'hacker usa come marionette delle persone, la cui memoria
personale è stata sostituita da dati informatici fittizi,
generati al computer. Entra così in azione la Shell
Squad o Squadra Speciale Guscio, una forza di sicurezza
segreta composta da cyborg di ultima generazione. La poliziotta
protagonista, Kusanagi Motoko, è dotata
di uno Spirito, un cervello dotato di memoria, grazie al quale
essa si sente molto più simile ad un essere umano che
ad un normale androide.
Rispetto
al manga, in cui si dà spazio a momenti sentimentali
e comici, l'anime è molto più cupo e violento:
sparatorie, corpi frantumati, fiumi di sangue e intrighi politici
abbondano senza remore. Tuttavia, Oshii riesce ad equilibrare
i tempi dell'azione frenetica a quelli del dialogo tagliente
e della riflessione angosciante: se la tecnica è
in grado di creare androidi, capaci di ricordare e quindi
di interrogarsi sulla propria identità, cosa rimane
a distinguere un uomo da un cyborg?
È stato più volte osservato la profonda
somiglianza tra i cyborg di Ghost in the Shell e i replicanti
di Blade Runner: la stessa ricerca, quasi paranoica, di
comprendere il senso della propria origine, l'odio misto all'amore
verso la specie umana e verso i propri creatori (umani anch'essi).
E infine il culto della propria memoria.
Nell'era della riproducibilità tecnica digitale solo
il ricordo, forse, è capace di dare la sensazione di
essere unici. La coscienza di essere liberi, dunque vivi.
È questo lo Spirito nel Guscio.
Karim Ben Hamida

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