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400 volte Pulcinella

400 tavole, tutte in un unico formato (20x25), tutte con un unico soggetto: Pulcinella.

In sette anni Emilio Gargioni ha dato vita a una collezione molto particolare commissionando a pittori e illustratori di tutto il mondo un’opera ispirata alla popolare maschera napoletana.

Una collezione ‘su misura’, si potrebbe definire, dove chi colleziona non si affida alla casualità dell’incontro con l’oggetto, ma si fa artefice della propria raccolta, ne determina tempi e modalità, ne fissa limiti e contorni, ne sceglie i protagonisti.

In questo, indubbiamente, gioca un ruolo fondamentale la profonda familiarità di Gargioni con il mondo dell’arte contemporanea che lo porta a scegliere personalmente, a uno a uno, gli artisti che dovranno firmare i suoi Pulcinella.

I nomi sono quelli, celebri, Crepax, Tullio Pericoli, Emilio Tadini,…accanto a giovani promesse: Octavia Monaco, Patrizia La Porta, Sergio Albano, Massimo Sardi… fino a Roberta Angaramo, che ha realizzato il suo dipinto proprio in questi giorni. Italiani ma anche russi, slovacchi, iraniani, giapponesi, turchi…come è internazionale questa maschera dell’eterno arrangiarsi: nata, vogliono i napoletani, ad Acerra ma declinata come Polichinelle in Francia, Pollinzenelle in Germania, Pulchinello in Spagna, Punch in Inghilterra, Petruska in Russia, Karagoz in Turchia…..

L’idea di una collezione di Pulcinella nasce in Gargioni per caso: da un dipinto con un rinoceronte- protagonista di un’altra collezione a tema - ‘guidato’ da un Pulcinella a firma di Emanuele Luzzati. Gargioni ha una particolare stima per l’artista e la sua interpretazione scherzosa del pachiderma diventa un ‘suggerimento’ da cogliere al volo.

La grande passione per la Commedia dell’Arte – quel particolare genere teatrale nel quale fissità dei ruoli e fantasia dell’improvvisazione si mescolano con esiti imprevedibili – ha fatto il resto.

E, forse, non è estranea alla scelta del formato fisso che, come il canovaccio delle antiche farse, spinge l’artista a quel sottile gioco di equilibrio tra ordine e trasgressione, regola e libertà individuale che rappresenta una prime ragioni di stupore di questa raccolta.

Affascina vedere come un unico tema – oltretutto condizionato da un formato predefinito – possa dare origine a interpretazioni tanto diverse nelle quali prevale ora la dimensione del sogno, ora quella della caricatura grottesca, la figura sfacciata, l’immagine deformata, l’ambiguità della maschera o la sua ironia giocosa.

D’altronde Pulcinella è tutto questo e altro ancora: di volta in volta illuso e disilluso, truffatore e gabbato, sguaiato e riflessivo… ”collezione egli stesso - come scriveva Benedetto Croce -. di personaggi legati tra loro da un nome, da una mezza maschera nera, da un camiciotto bianco, da un berretto a punta”.

Silvia Broggi


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