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All'interno del Salone Internazionale del giocattolo alla Fiera di Milano, in programma per il prossimo mese di gennaio, si trova in una sezione dedicata alla decorazioni natalizie.

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In questo sito si impara a trasformare delle palle di vetro incolori in vivaci decorazioni multicolori.




Fragili decorazioni in vetro per l'albero di natale: ricercati oggetti da collezione

Vuole la tradizione che l'usanza di addobbare un abete di luci, festoni e oggetti multicolori sia da ricondurre a Lutero.

Attraversando il bosco in una buia notte d'inverno, infatti, Lutero scorse un improvviso bagliore fra i rami dei pini e interpretò questo avvenimento come un segnale divino. Giunto a casa, per descrivere l'avvenimento aveva tagliato un abete e l'aveva 'rivestito' di candele a riprodurre la luce delle stelle.

Dunque sarebbe questa l'origine dell'albero di Natale: certo già a partire dal Cinquecento in molte città tedesche si organizzano fiere e mercati per vendere decorazioni in cera, biscotti e fiori di carta durante il periodo dell'Avvento; ma è solo all'inizio del Seicento che nascono i primi addobbi veri e propri: sottili fili d'argento e perle di vetro che insieme alle candele hanno il compito di celebrare l'atmosfera della festa.

Da allora le decorazioni si sono moltiplicate, arricchite sempre di nuove forme e nuovi motivi. Ma il vero 'boom' si registra intorno alla metà dell'Ottocento, quando la tradizione dell'albero di Natale esce dall'ambito germanico e conquista prima l'Inghilterra - è il tedesco Alberto, principe consorte della regina Vittoria, a lanciare la moda - e poi tutta l'Europa.

In tutte le manifatture, e non più soltanto in quelle tedesche e boeme, si producono addobbi in vetro soffiato o realizzati a stampo in vivaci colori, modellati in forma di sfera, pigna, goccia, grappolo d'uva oppure di curiose figure di animali, a volte impreziosite da decorazioni in oro o argento.

Ancora più vario il repertorio di addobbi del periodo fra le due guerre quando gli alberi di Natale si popolano di lanterne, borsette, pendenti, gnomi, strumenti musicali, ghiande, funghi, uccellini con la coda in setole….

Benché prodotti in gran numero, questi fragili oggetti si sono conservati in pochissimi esemplari. Quasi introvabili gli addobbi d'epoca vittoriana, rari e ricercati quelli prodotti nella prima metà del Novecento, sono soprattutto i pezzi del secondo dopoguerra a caratterizzare il mercato del collezionismo.

In genere si parte da quotazioni intorno ai 6 euro, per raggiungere cifre difficilmente quantificabili che dipendono dall'originalità e dallo stato di conservazione. Molto apprezzate dai collezionisti le decorazioni ancora corredate della loro scatola originale: ovviamente una garanzia di autenticità.

Silvia Broggi


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