
Fragili decorazioni in vetro per l'albero di natale:
ricercati oggetti da collezione
Vuole
la tradizione che l'usanza di addobbare un abete di
luci, festoni e oggetti multicolori sia da ricondurre a
Lutero.
Attraversando il bosco in una buia notte d'inverno,
infatti, Lutero scorse un improvviso bagliore fra i rami dei pini e interpretò
questo avvenimento come un segnale divino. Giunto a casa, per descrivere l'avvenimento
aveva tagliato un abete e l'aveva 'rivestito' di candele a riprodurre la luce
delle stelle.
Dunque sarebbe questa l'origine dell'albero di Natale: certo
già a partire dal Cinquecento in molte città
tedesche si organizzano fiere e mercati per vendere decorazioni
in cera, biscotti e fiori di carta durante il periodo dell'Avvento;
ma è solo all'inizio del Seicento che nascono i
primi addobbi veri e propri: sottili fili d'argento e
perle di vetro che insieme alle candele hanno il compito di
celebrare l'atmosfera della festa.
Da
allora le decorazioni si sono moltiplicate, arricchite sempre
di nuove forme e nuovi motivi. Ma il vero 'boom' si registra
intorno alla metà dell'Ottocento, quando la
tradizione dell'albero di Natale esce dall'ambito germanico
e conquista prima l'Inghilterra - è il tedesco Alberto,
principe consorte della regina Vittoria, a lanciare la moda
- e poi tutta l'Europa.
In tutte le manifatture, e non più soltanto
in quelle tedesche e boeme, si producono addobbi
in vetro soffiato o realizzati a stampo in vivaci colori,
modellati in forma di sfera, pigna, goccia, grappolo d'uva
oppure di curiose figure di animali, a volte impreziosite
da decorazioni in oro o argento.
Ancora
più vario il repertorio di addobbi del periodo fra le due guerre quando
gli alberi di Natale si popolano di lanterne, borsette, pendenti, gnomi, strumenti
musicali, ghiande, funghi, uccellini con la coda in setole
.
Benché
prodotti in gran numero, questi fragili oggetti si sono
conservati in pochissimi esemplari. Quasi introvabili
gli addobbi d'epoca vittoriana, rari e ricercati quelli
prodotti nella prima metà del Novecento, sono soprattutto
i pezzi del secondo dopoguerra a caratterizzare il mercato
del collezionismo.
In genere si parte da quotazioni intorno ai 6 euro,
per raggiungere cifre difficilmente quantificabili che dipendono
dall'originalità e dallo stato di conservazione. Molto
apprezzate dai collezionisti le decorazioni ancora corredate
della loro scatola originale: ovviamente una garanzia di autenticità.
Silvia
Broggi 
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