Immagini tratte dal catalogo della mostra "Il design di Brionvega", a cura di
Spazio 900

 

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A Milano, un indirizzo importante per tutti coloro che amano ricercare, collezionare o anche solo curiosare tra gli oggetti dagli anni 50 in poi.
Due spazi espositivi:
- V.le Campania, 51
- Corso Garibaldi, 42

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sito degli associati dell'architetto Ettore Sottsass, ideatore, negli anni '80, di una serie di televisori per Brionvega.

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Brionvega: design e tecnologia da collezione

Certi oggetti vivono fuori del loro tempo pur rappresentandone l’espressione e il gusto e forse proprio per la loro capacità di testimoniare qualcosa che va oltre la loro funzione diventano ambite prede dei collezionisti. E’ questo il caso della produzione Brionvega.

Tutto comincia nella frizzante Milano del 1945, ancora stremata dalla guerra appena conclusa ma già tutta protesa verso la ripresa economica: Giuseppe Brion e l’amico ingegner Pajetta fondano la società B.P.M., destinata inizialmente alla produzione di componenti elettrici ed elettronici, ma che ben presto, con il nome di Vega B.P.Radio, poi Radio Vega Television ed infine (ormai negli anni ’60) Brionvega, si specializzerà nella realizzazione di apparecchi radiotelevisivi.

Siamo negli anni del Boom economico: oltre alla radio, già entrata nel cuore e nelle case di molti Italiani, dal 1954, con l’inizio ufficiale delle trasmissioni RAI, cominciano a diffondersi anche i televisori.

Brionvega è pronta a dare vita agli strumenti “propagatori di comunicazione”, che nel giro di pochi anni otterranno un posto di riguardo, fino a diventare polo d’interesse irrinunciabile, in ogni famiglia italiana: radio e televisori non solo utili e di buona qualità, ma soprattutto inimitabile fusione di design e innovazione tecnologica.

Il design, simbolo di eleganza e raffinatezza, di una costante e mai banale ricerca vòlta ad ottenere una armoniosa integrazione domestica per questi elettrodomestici, si concretizza nella collaborazione creativa con architetti di grido.

Primi fra tutti, Rodolfo Bonetto e Franco Albini, grazie ai quali il marchio comincia ad emergere, siglando televisori quali il TV Cristallo 23” (Bonetto, 1959/60) e il TV Orion 23” (Albini-Helg, 1961), dalle linee leggere e stilizzate, perfettamente integrate in ogni salotto.

Negli anni ’60, con il boom economico, cresce la domanda di apparecchi radiotelevisivi: diventano vere e proprie componenti d’arredo, funzionali ma non solo, con una bellezza che si pone al di fuori e al di là di ogni moda, pronte a diventare le “antichità del futuro”, oggetto di culto dei molti appassionati collezionisti che, ancora oggi, sono disposti a pagare cifre da capogiro per aggiudicarsi un pezzo originale.

Prevalentemente realizzati in materiale plastico, privilegiato per le sue qualità tattili e termiche, per l’infrangibilità e le possibilità cromatiche praticamente infinite, svettano i modelli realizzati dai designer Marco Zanuso e Richard Sapper: il TV DONEY 14” (Zanuso-Sapper, 1962), dall’originale forma a dado arrotondato, primo televisore portatile a transistor prodotto in Europa, insignito nel 1962 del prestigioso premio “Compasso d’Oro”.

C’è poi il TV ALGOL 11” (Zanuso-Sapper, 1964), caratterizzato dallo schermo inclinato (Zanuso proprio per questo lo paragonerà ad un cagnolino che guarda in su il suo padrone) e dalla maniglia in metallo estraibile, presto esposto nei più famosi musei internazionali, quali il MOMA (Museum of Modern Art) di New York.

Degni di essere menzionati sono anche il televisore SIRIUS (Zanuso, 1964), fornito come monitor alla RAI nel 1966, il TV DONEY 12” (Zanuso-Sapper, 1967), evoluzione del Doney 14”, ed il TV BLACK ST 201 (Zanuso-Sapper, 1969), primo esemplare di un nuovo genere di televisori dalle dimensioni ridotte, non concepiti come apparecchi portatili ma come pezzi d’arredo.

I designer lavorano anche all’evoluzione dell’apparecchio radio: il transistor si impone in alcuni modelli di Bonetto, come la radio TS 207 (1961), le TS 208 e TS 213 (1962 e 1963) e nella RR 127 di Zanuso (1965); con la TS 502 (Zanuso-Sapper, 1964), la radio diventa a buon diritto un oggetto di vero design, con il suo “guscio” costituito da due scocche cubiche, a spigoli arrotondati, incernierate in modo da aprire e chiudere l’apparecchio.

I fratelli Castiglioni firmano invece il radiofonografo stereofonico RR 126 (1966), dalla spiritosa forma antropomorfa, un “oggetto spazio” da comporre in tre configurazioni diverse, che diventerà uno dei pezzi più ricercati del modernariato degli anni ’90.

Negli anni ’70, la crisi economica e la diffusione della Pop Art impongono al design Brionvega una proficua pausa di riflessione: si avvia la collaborazione con Mario Bellini, che realizzerà vari apparecchi, con i quali il televisore diventa una presenza quasi totemica e scultorea nella casa moderna: ad esempio, il TV ASTER (1970), il MONITOR 15” (1978), il cui packaging servirà da modello per la produzione dei futuri monitor da computer, lo SPOT 15” (1978), fornito della prima sintonia automatica a 100 canali e il TV ALTA FEDELTA’ 26” (1979), emblema dell’enfatizzazione della tecnologia, con le sue prestazioni di alta fedeltà non solo per l’immagine ma soprattutto per il suono.

Gli anni ’80 vedono la nascita del gruppo Memphis; con i suoi oggetti impreziositi da colori sgargianti e laminati plastici, influenzerà anche la produzione di Brionvega: è il momento dell’architetto Ettore Sottsass, ideatore della serie limitata di televisori MEMPHIS (in omaggio appunto al noto gruppo).

Zanuso ridisegna il TV ALGOL 11” (1989), ora prodotto nelle due varianti bianco e blu, completo di telecomando; Bellini presenta il TV LED 20” (1980), derivato dal modello SPOT.

La riproposizione in epoche successive di modelli storici è sintomatica dell’enorme successo degli apparecchi Brionvega, che con la loro estetica originale, la qualità funzionale, la bellezza semplice ma originale, si affermano come creazioni inconfondibili nella tradizione del “bello italiano” e spodestano i modelli americani e tedeschi.

Si impone anche la linea di televisori ideata da Lucci e Orlandini, allievi di Zanuso: i loro prodotti vengono giustamente incanalati nell’avveniristica corrente cosiddetta “high tech”; entrano così sul mercato il CORO PANSOUND (1983) ed il SINTESI (1988), con il loro sistema di casse orientabili e componibili in punti diversi dell’ambiente, per ottimizzare al massimo l’acustica.

Negli anni ’90, continua il sodalizio con Bellini, dalla cui matita nascono il TV BEST 15” (1990), dal tipico involucro triangolare posteriore, che conferisce al retro la stessa importanza estetica del video, il QUADRO 25” (1992), precursore del flat-square screen che negli anni successivi verrà lanciato sul mercato grazie alle nuove tecnologie dei video a cristalli liquidi e al plasma, il GLASS CUBE (1992), televisore in cristallo dalla forma cubica, trasparente e riflettente, che mantiene anche da spento il suo status di complemento d’arredo, in qualunque contesto sia inserito.

Ed eccoci ai giorni nostri, con il rilancio del marchio Brionvega, grazie all’impegno di Mario Bellini e del suo atelier creativo: riedizione in chiave attualizzata di modelli ambiti e pluripremiati che hanno fatto la storia del marchio, ma non solo… una nuova linea di prodotti, alla costante ricerca del punto d’incontro fra design e tecnologia nell’arte della comunicazione visiva. Per la gioia di tutti gli amanti del modernariato e dei collezionisti di oggi e di domani.

Paola Bariani


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